«Non sono il primo della classe»

di Redazione, @forzaroma

(Il Messaggero – S.Carina) – Questa storia del primo della classe iniziava a dargli fastidio.

La squadra fa le cene? E lui, nel post-gara del 29 gennaio (contro il Bologna), predica professionalità: «Bisogna stare accorti a casa e sapere quello che dobbiamo fare». Qualche compagno arriva tardi alle riunioni tecniche? «A me non capiterebbe, sono sempre puntuale». Ingenuità verbali di un quasi ventunenne che alimentano inevitabilmente le solite voci. La più ricorrente: dopo aver segnato un gol in pochi lo vanno ad abbracciare. Ieri Fabio Borini ha voluto chiarire la propria posizione in un’intervista più ampia, concessa a Roma Channel: «Secondo me chi dice questo ancora non mi conosce. La mia parte privata non si vede sul campo, faccio il mio dovere. Spesso si inventano e si cercano cose del privato che non esistono. Io punto a fare il massimo nel mio lavoro, il privato lo lascio per me».

E allora spazio all’elogio dell’umiltà: «Uomo del momento? Non è così, faccio gol ma per la costruzione che c’è dietro. Faccio l’attaccante e il mio compito è finalizzare quel che costruiamo a partire dal portiere. Fa piacere essere chiamato così ma non credo sinceramente di esserlo diventato. Quello che conta è avere ogni giorno un nuovo obiettivo».

A volte, nel sentirlo parlare, ricorda Luis Enrique: «Mi sono esternato da radio, giornali e tv. Spesso non seguo nemmeno le conferenze stampa del mister e guardo poco la classifica. Conta la singola partita. Questo è stato un campionato altalenante sia per noi che per altre squadre, vedi la Juve o l’Udinese. È molto strano e bisogna ragionare partita dopo partita». Al tecnico asturiano deve molto: «È’ giovane e ha sicuramente idee nuove. Anche lui è stato un calciatore e ha giocato a grandi livelli fino a non tanto tempo fa. Per questo motivo sa cosa pensano i giocatori e cosa vogliono. E’ un tecnico bravissimo e molto disponibile con noi». E a Luis Enrique fa un elogio Giuseppe Rossi, l’attaccante della Nazionale che, infortunato, ha permesso a Fabio di debuttare contro gli Usa: «Mi piace il calcio dell’allenatore della Roma: si gioca sempre palla a terra». Intanto dalla Francia arriva la conferma dell’interessamento per il centrocampista Tabanou, 23 anni, del Tolosa.[…]

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