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La Gazzetta dello Sport

La Roma 2 non fa sconti: dal Faraone ad Abraham, tre schiaffi allo Zorya

Getty Images

Facile 0-3 dei giallorossi con i gol delle due punte, intervallati da quello di Smalling. Il tecnico: «Domenica k.o. con una piccola»

Redazione

Se lo Zorya Luhansk doveva essere il ricostituente dopo le malinconie del derby, il compito è stato svolto alla perfezione, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport. La Roma, blindando il primo posto nel proprio girone di Conference League, vince senza soffrire in Ucraina grazie a uno 0-3 santificato dalle reti di El Shaarawy, Smalling e Abraham. Insomma, buone notizie per Mourinho che, avendo chiare in mente le gerarchie di campionato, schiera solo 4 titolari (Rui Patricio, Ibanez, Cristante e Pellegrini), trovando però buone risposte dal Faraone e dal rispolverato baby Darboe, che in avvio, a sorpresa, relega in panchina Diawara e Villar. Da sottolineare, poi, il totale declino di fiducia in Reynolds, visto che sulla fascia destra lo Special One preferisce adattare Ibanez piuttosto che puntare sul giovane statunitense. In ogni caso, la fragilità dei padroni di casa, costretti peraltro a giocare a Zaporhizia e non a Luhansk, per via del conflitto in corso nell’Est del Paese, si dimostra un banco di prova modesto per i giallorossi. Basti pensare che il valore dell’intera rosa degli ucraini, secondo di siti specializzati, è pari a circa venti milioni e nulla più. Tra cose positive, poi, il portoghese può annoverare anche la facilità ad andare in porta che la Roma sta mostrando, in Europa in particolare (13 gol segnati in 4 partite) e tutto sommato anche in generale, visto che le reti ora sono 25 in 10 gare complessive. Certo, come si supponeva, il livello tecnico della neonata Conference League al momento è modesto, ma la Roma sta dimostrando personalità finora nel ricoprire – insieme al Tottenham – il ruolo di favorita della manifestazione. Ma che il k.o. contro la Lazio gli resti nella testa, lo rivela Mou nel dopo partita. "Sono soddisfatto della prova contro lo Zorya – spiega –. Il risultato è quello che conta. Domenica abbiamo dominato quella che sembrava una squadra piccola e alla fine abbiamo perso. È importante avere 6 punti. Ce ne mancano 5-6 per qualificarci". Le scorie da derby, comunque, in campo non si vedono.