Gervinho e la Roma, è finito anche l’amore

La trattativa con l’Al Jazira è ormai molta e sepolta. Soldi finiti in fumo. E con loro, pure l’innamoramento dei tifosi per un giocatore che ha sempre fatto la differenza: in positivo nella prima stagione, in negativo nella seconda

di Redazione, @forzaroma

Sempre sul filo della follia, perennemente sospeso tra l’errore e la genialata, la giocata mirabolante che diventa virale e l’epic fail. Questo è Gervinho. È l’attaccante talmente veloce da venire mosso anche nelle foto di squadra di inizio partita. Ma è pure «er tendina», con la fissazione di coprire la stempiatura, e che dramma il giorno che la fascia vola via e i fotografi lo immortalano senza, come un re nudo. Gervinho è l’uomo che sbarca a Fiumicino il 4 agosto 2013: 35 gradi veri, percepiti neppure a discuterne, e lui che in grande serenità indossa una felpa. È l’uomo che lascia Fiumicino, giusto 15 giorni fa, con le valigie impacchettate per un trasloco definitivo. E invece no, per colpa delle sue «richieste oscene» a detta dell’Al Jazira che poi ieri sera ha fatto marcia indietro. O più semplicemente perché il club di Abu Dhabi non ha voluto chiudere un accordo già fatto e finito, per un ingaggio di 4,5 milioni di euro all’ivoriano e altri 13 alla Roma. «Non è vero, non ho fatto alcuna richiesta oscena», si è difeso lui. Di certo, la trattativa è morta e sepolta. Soldi finiti in fumo. E con loro, pure l’innamoramento dei tifosi per un giocatore che ha sempre fatto la differenza: in positivo nella prima stagione, in negativo nella seconda.

 
IDOLO – Aveva ragione chi all’Emirates cantava a Gervinho una roba del tipo he dribbles like Messi and shoots like Heskey . Amore e odio, sempre così. L’uomo dei mugugni il giorno del debutto all’Olimpico, contro il Verona: per tutti era un bidone. Quindici giorni dopo era già diventato l’idolo di una Roma che sapeva solo vincere. E lui, all’improvviso, aveva dimostrato pure di saper segnare: il primo gol, alla Samp su assist di Totti, la doppietta al Bologna, una stagione intera spesa dagli avversari a capire come difendersi da quest’uomo che pareva sceso da Marte, altro che da Londra.

 
IL CALO – Ma è durato troppo poco. Un paio di mogli a cui dar conto, le bizze estive per un rinnovo che non arrivava, la tournée Usa saltata. Poi la prima di campionato: gol alla Fiorentina. La prima di Champions: doppietta al Cska. Ma allora non è cambiato niente? Era già cambiato il mondo. Gervinho scivolava presto via: da arma a peso. Solo due gol in tutto il campionato, roba che… neppure Heskey. E poi la coppa d’Africa, vinta con la Costa d’Avorio: a Roma — racconta chi gli vive vicino — non è mai più tornato davvero. È lì che la società decise di venderlo. Neppure un tifoso a lamentarsi, persino Rudi Garcia a dare l’ok: strana storia. Un amore folle, impossibile da rimettere in piedi. È stato convocato per il raduno di domenica. Ma sembra come quella ex che passa a casa del vecchio partner giusto per riprendersi le sue cose. Il futuro di Gervinho è altrove.

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