Cox resta sempre gravissimo, ma per gli ultrà accuse più lievi

L’irlandese resta in coma e non si sa se abbia riportato danni cerebrali. Sciusco e Lombardi a processo il 24 maggio

di Redazione, @forzaroma

Sean Cox, il tifoso irlandese aggredito poco prima di Liverpool-Roma, è sempre in coma e le sue condizioni restano gravi. In Inghilterra, ma anche in Italia, la raccolta di fondi per sostenere le spese mediche per curare Sean Cox, ha ricevuto adesioni anche da parte dei tifosi del Manchester United e della Roma: sono già state raccolte oltre 35 mila sterline, devolute da oltre 2 mila persone. Un tifoso giallorosso ha scritto questo messaggio: “Sono un fan della Roma, ma condanno la violenza. Scusa Sean per quanto è accaduto. Guarisci presto”. La vita di Sean resta appesa ad un filo. I medici vogliono tenerlo in coma farmacologico fino a lunedì, poi proveranno a svegliarlo.
Sul fronte dell’inchiesta, i due tifosi della Roma arrestati con i capi d’imputazione più pesanti, Filippo Lombardi di 20 anni e Daniele Sciusco di 28, sono stati rinviati a giudizio, ma per entrambi è caduta l’accusa di tentato omicidio. È stata negata ad entrambi la libertà su cauzione e sono stati trasferiti nel carcere di Liverpool, dove resteranno fino all’inizio del processo, fissato per il prossimo 24 maggio. A Filippo Lombardi la Mersey Police contesta il reato di aggressione e lesioni gravi contro Fox, mentre Sciusco è accusato in modo più generico di disordini violenti. I due hanno negato di aver aggredito Sean Fox. L’avvocato Lorenzo Contucci, da sempre legale di riferimento del mondo ultrà, ha spiegato: “Il reato è stato derubricato in lesioni gravissime per Lombardi e in “violent disorder” – un reato che in Italia non esiste – per Sciusco. È presto per fare qualsiasi previsione, non ho le carte sotto mano e ho incaricato un collega inglese di seguire la vicenda”. Un altro tifoso, Edoardo Ranalli, 28 anni, romano, accusato di aver lanciato oggetti in campo, si è dichiarato colpevole. Ha dichiarato di aver bevuto prima della gara e ha ammesso di aver gettato monete sul prato dell’Anfield. È stato condannato al pagamento di una multa di 300 sterline, più 115 di spese processuali. Per lui è stato disposto il divieto di seguire eventi sportivi in Inghilterra e Galles nei prossimi cinque anni.
C’è timore per la gara del 2 maggio. Tony Evans scrive sul Times: “Roma sarà un luogo pericoloso per i fan del Liverpool”. C’è però chi mette in rilievo anche le negligenze della polizia di Liverpool. Le autorità di Roma avevano fatto scattare l’allarme, ma è stato in parte inascoltato. La Kop era quasi deserta e la reazione delle forze dell’ordine è stata tardiva.

(S. Boldrini)

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