Roma,sorrisi e lacrime

di Redazione, @forzaroma

(Il Tempo – A.Austini) – Nel Pallotta-day c’è di tutto e di più. La scena cult: un tifoso gli consegna il curriculum del figlio all’uscita di Trigoria e il presidente ci rimane un po’ così. Qualche minuto prima è stato decisamente meno divertente rileggersi durante il cda i dati di un bilancio chiuso, come previsto, con una perdita di 58,4 milioni di euro. La strada indicata da Baldini – vincere senza rischiare il fallimento – è ancora lunghissima. Ieri Pallotta ci ha messo tutto se stesso per guadagnare più metri possibili. Una riunione mattutina, sette ore dentro Trigoria dove tornerà anche oggi, poi a cena con il sindaco Alemanno e i costruttori Parnasi e Toti per portare avanti il progetto-stadio, alla presenza anche del presidente federale Abete e del sottosegretario alla vecchia presidenza del Consiglio Rocco Crimi, l’uomo che per primo si è occupato della legge sugli impianti. La visita al «Bernardini» è iniziata con tanti sorrisi, quelli che il disponibilissimo presidente ha regalato a chiunque: salutati uno a uno i dipendenti di Trigoria, ha fatto lo stesso con i giocatori incrociati al termine del primo allenamento. Qualche chiacchiera più approfondita con tanto di auguri con il connazionale Bradley e l’altro neo papà Nico Lopez. I complimenti se li sono presi anche Totti e De Rossi, il primo per la mega-casa che si è fatto costruire all’Eur (Pallotta per le sue ci ha speso delle fortune in America), l’altro per l’ottimo inglese sfoggiato nella conversazione. Con Osvaldo, invece, non si poteva che parlare di musica.

 

Più «serio» il confronto tra il «boss» e Zeman, ma non si è entrati nella sfera tecnica da cui Pallotta si tiene lontano.Poi tutti in campo per la foto ufficiale. E lì James ha dato un’altra prova della sua semplicità: c’era una sedia per lui ma ha preferito accomodarsi per terra in mezzo ai giocatori, sull’erba verde del campo intitolato ad Agostino Di Bartolomei. Pare che il gesto abbia colpito il gruppo quasi quanto l’ormai celebre tuffo in piscina coi vestiti addosso. «Sei il numero uno» ha scherzato un divertito Totti. Dopo il piacere il dovere: pranzo al ristorante di Trigoria con il vice direttore generale di Unicredit, Paolo Fiorentino, quindi il cda con gli altri consiglieri, alcuni dei quali (Pippo Marra ad esempio) collegati in videoconferenza. I conti in rosso verranno sottoposti all’assemblea dei soci il 29 ottobre. La perdita consolidata d’esercizio è passata dai 30,7 milioni di euro dello scorso anno agli attuali 58,4. I ricavi sono scesi da 143.8 milioni a 115.9 milioni, per i mancati introiti dalla Champions League (32,3 milioni a giugno 2011). In leggero calo i costi, da 145,7 milioni a 141,7, mentre la gestione operativa del parco calciatori è positiva per 9,1 milioni. Spulciando il bilancio, i maligni avranno notato come le commissioni elargite all’agente Roberto Calenda (un milione e mezzo per Dodò e altri cinquecentomila euro per Marquinhos) sono costate quasi quanto la comproprietà di Tachtsidis (due milioni e mezzo). Gli ansiosi si saranno invece rassicurati leggendo il dettaglio dei versamenti in conto futuro aumento di capitale fatti dagli americani e Unicredit attraverso la Neep per un totale di 50 milioni: 20 milioni (quelli della banca) il 20 ottobre 2011; 6,5 milioni di euro lo scorso 14 maggio, 2,2 quattro giorni dopo e 21,3 il 29 giugno, giusto in tempo per coprire la perdita in bilancio. Il finanziamento verrà trasformato in aumento di capitale entro dicembre, c’è già l’impegno per altre due tranche da 30 milioni complessivi da versare in caso di un bilancio ancora sofferente.

 

Intanto entra altro denaro fresco nelle casse: dopo l’accordo con la Disney ieri la Roma ha annunciato l’avvio di una partnership con Volkswagen. Si parte domani con la Hall of Fame, ma in prospettiva c’è molto di più: l’accordo con il main sponsor Wind scade a fine stagione, chissà che il marchio Volkswagen non finisca sulle maglie o, ancora di più, diventi il nome del futuro stadio. Del nuovo impianto si è sicuramente parlato ieri sera nella cena organizzata a casa del vicepresidente Cappelli ai Parioli per celebrare la recente elezione di Pallotta nella carica di presidente, con Alemanno l’ospite di lusso. Tor di Valle è lì che aspetta, ma anche in questo caso il percorso è lungo e tortuoso.

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