Tor di Valle verso lo scontro finale. Un mese per tagliare le cubature

Trattative serrate tra proponenti e Campidoglio sul progetto: “Così non si garantisce l’equilibrio finanziario”

di Redazione, @forzaroma

La Roma è pronta a incontrare la giunta grillina nei prossimi giorni per discutere sul progetto dello stadio a Tor Valle, partendo però da due paletti: l’equilibrio economico-finanziario determinato dalla cosiddetta Legge sugli stadi e il rispetto della procedura fissata dalla Conferenza dei servizi.

Cosa significa? Che al momento la proposta del Comune di sforbiciare i due terzi delle cubature (i grattacieli, tutto quello che con la stadio non c’entra nulla), come riporta Il Messaggero, rischia di minare le fondamenta del progetto. Approdato in conferenza dei servizi in Regione con quasi un milione di metri cubi di cemento che reggono in piedi l’itera operazione, nata non proprio con fini calcistici.

C’è tempo fino al 3 marzo, quando è fissata l’ultima seduta della Conferenza dei servizi convocata in Regione.
Il problema è urbanistico, come ha sempre sottolineato l’assessore Paolo Berdini. Qualcuno in Campidoglio – forse anche per rassicurare i privati che iniziano a minacciare «l’inadempienza del Comune» – rilancia la possibilità di bypassare la variante, interpretando la delibera preventiva sull’«interesse pubblico», votata nel 2014 dall’amministrazione Marino, come una modifica implicita al Piano regolatore.

Berdini continua a ripetere che il progetto potrà vedere la luce solo se contenuto dentro il Prg è senza variante anche perché in caso contrario servirebbe anche un atto del consiglio comunale che potrebbe allungare ancora di più i tempi. Ecco perché Pallotta e Parnasi in caso di muro contro muro sono pronti a impugnare la delibera di Marino e a chiedere un risarcimento danni gigantesco al Comune. E questo è un altro timore che agita la giunta grillina.

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