Tommasi: “Tornare in campo ora è solo utopia”

Tommasi: “Tornare in campo ora è solo utopia”

L’ex centrocampista giallorosso oggi presidente dell’AIC: “Si parla di date, ma è presto. Non ci siamo resi conto di ciò che sta avvenendo”

di Redazione, @forzaroma

In un paese dove mancano infermieri, parlare della ripresa delle attività sportive è un lusso“, così Damiano Tommasi in un giorno qualsiasi di piena emergenza da coronavirus, parla intervistato da Alessandro Angeloni su Il Messaggero.

Lui, chiuso nella sua Verona, ragiona sul futuro, difficile da disegnare. “Non ci siamo resi conto di ciò che sta avvenendo. Se si torna in campo si farà in massima sicurezza“.

Che intende?
Se si potrà viaggiare da una regione all’altra, se non ci saranno rischi“.

Si dice: il campionato sforerà a luglio. Come è possibile?
Ecco, quello sarebbe un bel casino. C’è un’infinità di calciatori che, rispettando le regole, si trovano ad aver firmato per altri club, con decorrenza il primo luglio; ci sono i prestiti, gli svincolati. Il 30 giugno ci sono i bilanci da presentare ed è un problema per i club. Dovrà essere studiato uno scivolo, verrà fatta una moratoria, allungando gli accordi. E non bisogna esagerare con lo slittamento: l’inizio della prossima stagione non potrà assere spostato troppo in là, visto che, almeno quello si spera di farlo, ci sarà l’Europeo”.

L’ipotesi di annullare il campionato esiste?
Certo. Ripeto: si chiudono le scuole, si può chiudere un campionato o più di uno. Sarebbe un bel problema, ma purtroppo queste cose non le scegliamo noi, ma il coronavirus. Che ormai ci ha caricati tutti sulla stessa barca, nella stessa incertezza e con la stessa fragilità“.

Oggi i presidenti chiedono i soldi ai calciatori.
“Noi non entriamo nelle trattative. C’è solo da capire chi e come, tra i presidenti, si vorrà approfittare di questa situazione emergenziale. Speriamo solo di trovarsi davanti chi vuole solo ragionare sul sistema migliore per rientrare di certi investimenti e di risollevarsi nella maniera migliore. Tutti abbiamo interesse che l’equilibrio economico venga preservato e proprio per questo dobbiamo valutare tutti gli elementi del momento. E’ necessario verificare quanto sarà lungo lo stop e quanto sarà il danno effettivo“.

Crede che le nuove date relative agli allenamenti e al campionato verranno rispettate?
“Temo verranno disattese. Nel nord il fenomeno è in continua crescita, così come nel resto d’Europa. Era giusto dare un orizzonte temporaneo, quasi come forma di ottimismo. Ci sta. Ma c’è molto da fare ancora. Non si tratta di essere catastrofisti o ottimisti, cerco solo di essere realista. Ricominceremo, ma in sicurezza. E laddove servirà, rispetteremo misure più severe”.

 

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