rassegna stampa

Roma, Spalletti fa le prove del nove

Chi sta là davanti, secondo il tecnico toscano, deve anche partecipare all’azione, accompagnare, in certi casi ricominciarla. Spalletti ha a disposizione Dzeko, che sta pian piano riscoprendo se stesso

Redazione

A Pinzolo, punte centrali titolari presenti, una: Edin Dzeko. Poi ci sono Ezequiel Ponce ed Edoardo Soleri, due ‘97 di belle speranze. Altri centravanti veri in vista, almeno al momento, nessuno. Il punto è uno, si domanda Alessandro Angeloni su "Il Messaggero": la Roma, nella prossima stagione, giocherà con un attaccante centrale di riferimento? Al momento non è dato sapere.

La Roma spallettiana, vista da gennaio in poi, del bomber ha fatto a meno. Il goleador, con Lucio in panchina, è stato il gruppo, che ha chiuso il campionato con 83 gol, migliore attacco della serie A. Lì davanti abbiamo visto a turno Perotti, Nainggolan, Totti, cioè tutta gente che sa aprire gli spazi e andare a concludere, chi più chi meno, brava ad andare a dar fastidio al portatore di palla avversario e a far ripartire l’azione, per dare vita al famoso contropiede corto, arma di tutte le squadre moderne che non hanno un centravanti “immobile”.

Chi sta là davanti, secondo il tecnico toscano, deve anche partecipare all’azione, accompagnare, in certi casi ricominciarla. La celebre frase di Spalletti su Dzeko che «deve andare a prendere il pallone sul secondo palo e non solo sul primo» fa capire come il centravanti spallettiano non debba limitarsi a fare solo il terminale offensivo classico. Spalletti ha a disposizione Dzeko, che sta pian piano riscoprendo se stesso. Nel frattempo, Lucio ha buttato nel calderone dei centravanti anche Iturbe, che sta agendo da esterno ma, secondo il tecnico, ha caratteristiche fisiche da centravanti di movimento.