Roma, la grana del contratto

di Redazione, @forzaroma

(Il Messaggero – M.Ferretti) «Entro sette, dieci giorni la Roma avrà un nuovo allenatore», ha assicurato Walter Sabatini alla fine della partita di Cesena, domenica 13 maggio.

Manca poco, dunque, alla scadenza fissata dal ds giallorosso, che nelle ultime ore ha – però – modificato il tiro («Non c’è fretta»), ma la Roma non ha ancora un allenatore. Sabatini ha individuato da tempo il sostituto di Luis Enrique, cioè Vincenzo Montella, con il quale la Roma – ufficiosamente – ha già parlato decine di volte. (…) Ma i motivi che hanno impedito l’annuncio ufficiale da parte della Roma non sono legati soltanto a quanto avviene a Catania, cioè l’ostracismo del presidente Antonino Pulvirenti, che chiede soldi o giocatori, ma anche a intoppi puramente capitolini.

Il dg Franco Baldini, che nella passata estate aveva bocciato la conferma di Montella, non è ancora convinto al cento per cento della scelta che gli ha suggerito qualche settimana fa Sabatini: ecco perché continuano a circolare nomi più o meno credibili come quello conosciuto di André Villas Boas, prima scelta di Baldini dodici mesi fa, o quello meno conosciuto di Brendan Rodgers, manager dello Swansea, stimato dal dg giallorosso.

Tra gli intoppi capitolini, però, ne va annoverato uno che probabilmente il management di Trigoria non aveva previsto, o almeno non lo aveva previsto così spigoloso, e cioè la richiesta economica (e anche quella temporale, cioè il numero di anni di contratto) che Montella avrebbe (ha) formulato alla Roma. Secondo indiscrezioni, la differenza tra la richiesta e l’offerta è ancora sensibile.

Non è difficile ipotizzare, ad esempio, che Montella abbia chiesto uno stipendio in linea con quello che avrebbe percepito per la prossima stagione Luis Enrique, cioè 3,1 milioni di euro lordi, dicendosi disposto ad abbassare le pretese in cambio di bonus di vario genere, mentre la Roma era (è) orientata ad uno stipendio sotto i 2 milioni di euro lordi.

Tutto questo aiuta a capire come mai Montella non abbia ancora dato le dimissioni dal Catania, (…). Una faccenda che, per forza di cose, dovrà essere risolta in fretta perché alla Roma non conviene tirarla troppo per le lunghe, anche se non si possono avere dubbi sul fatto che a Trigoria (anche ieri riunioni su riunioni) abbiano pronte eventuali soluzioni alternative.

Ricapitolando: Montella in pole position, ma le prossime 24/36 ore potranno far definitivamente chiarezza. Dentro o fuori. Attenzione, però: Villas Boas costerebbe annualmente più del doppio di Luis Enrique. E questo aiuta a capire come potrebbe andare a finire tutta la questione, salvo colpi di scena a dir poco clamorosi.

E mentre Rodrigo Palacio è praticamente dell’Inter (ma Sabatini spera ancora), e Fabio Borini – vincitore del premio Niccolò Galli – dal ritiro dell’Italia fa sapere di sognare ogni notte l’Europeo e una Roma più forte nella prossima stagione, Gianluca Caprari, appena promosso in serie A con il Pescara, diventa una grana per la dirigenza della Roma.

L’attaccante, che domenica ha segnato una doppietta a Genova contro la Sampdoria, è ad oggi un giallorosso nelle mani del Pescara. L’ha spiegato (a Radio Radio) il direttore sportivo della società abruzzese, Delli Carri. «Riscatteremo la metà del cartellino di Caprari. La Roma non ha il controriscatto per lui. Noi abbiamo il diritto di riscatto per la metà del giocatore per 1,2 milioni di euro, da pagare in tre anni». Il Pescara, insomma, si compra la metà del calciatore e l’anno prossimo si discuterà sulla base di una comproprietà libera. Nel senso che la Roma potrebbe trovarsi a dover far fronte ad una pesante offerta ”esterna” per il giocatore nel momento in cui andrà a trattare con il Pescara l’altro cinquanta per cento del suo cartellino. Una situazione, a quanto sembra, che riguarda altri giovani in giro per l’Italia, come Florenzi e Stoian.

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