Over 30 in missione: pilotare il gran finale prima di dire addio

Dzeko, Pedro e Smalling sono le note negative di Fonseca: ora è da loro si attendea il riscatto

di Redazione, @forzaroma

Sono probabilmente – per le aspettative riposte – le tre delusioni stagionali, scrive Stefano Carina su Il Messaggero. Sinora Dzeko, Pedro e Smalling non hanno reso come era lecito attendersi.

Dovevano essere loro, insieme a Mkhitaryan, le stelle polari di una squadra giovane e per certi versi inesperta. Per motivi diversi, invece, hanno sin qui deluso. L’inglese non si è mai visto. Da perno del reparto, sinora ha giocato appena 961 minuti in campionato (11 presenze da titolare). Prima una distorsione alla caviglia, poi l’intossicazione alimentare, passando per un’infiammazione al ginocchio e chiudendo con una lesione al bicipite femorale. Una fragilità fisica che a tratti ha fatto temere ad un intervento chirurgico, escluso però da Fonseca alla vigilia del match con il Napoli (20 marzo).

L’involuzione di Pedro è invece preoccupante. Inizio da top: tre gol e altrettanti assist nelle prime sette giornate di campionato, sempre titolare nelle prime dieci. Poi, dopo l’espulsione per doppia ammonizione contro il Sassuolo (6 dicembre), qualcosa è cambiato. Lo spagnolo ha iniziato a giocare meno, si è infortunato (sei le partite saltate per due lesioni muscolari) e il suo rapporto con Fonseca si è incrinato.

I numeri non sorridono nemmeno a Dzeko. Il discorso relativo a Edin, per certi versi è simile a quello dell’ex Chelsea. Partenza sprint (3 reti nelle prime 5 gare), frenata col Covid, per poi accelerare a dicembre (4 gol in 5 match) sconfinando al 3 gennaio, che rimane la data del suo ultimo centro in campionato (contro la Sampdoria). La lite con Fonseca nel post Roma-Spezia di Coppa Italia, l’esclusione, la fascia tolta, hanno regalato un altro calciatore nel 2021. Quando iniziava a dare segnali di risveglio (due gol al Braga), il nuovo stop.

Ora per il finale di stagione, si attende un cambio di marcia. Perché nelle partite andata e ritorno in Europa League, l’esperienza, la classe, il carisma e il valore dei tre sono chiamati a fare la differenza. Smalling, Pedro e Dzeko – con il recupero di Mkhitaryan – possono regalare alla Roma quel quid in più sia contro la gioventù dell’Ajax ma anche nell’eventuale semifinale contro il Manchester United.

Non è un mistero che la linea verde e il risanamento economico che Pinto è prossimo a introdurre nel mercato estivo, mal si concilia con i 4 over 30 (35 Edin, 33 Pedro, 32 Mkhitaryan, 31 Smalling) dagli stipendi onerosi (insieme pesano’ per circa 18 milioni netti). Il sacrificio (economico) si fa se arrivano i risultati. Che al momento latitano.

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