La Roma ci mette 2 facce

La Roma ci mette 2 facce

Fonseca ha ritrovato la via del gol, Mkhitaryan è l’uomo in più ma il 4-2-3-1 ha perso l’equilibrio, la squadra difende male e soffre

di Redazione, @forzaroma

Il campione fa sempre la differenza, scrive Ugo Trani su Il Messaggero, e la conferma viene dal rendimento recente della Roma: 2 successi di fila in campionato contro il Lecce e il Cagliari, addirittura con 2 poker. Mkhitaryan, da esterno alto o da trequartista e comunque alle spalle del centravanti, ha lasciato il segno.

In sintonia con Dzeko e anche con Kalinic. Elegante nei movimenti, ma soprattutto concreto nelle giocate: gol e assist. Sono quelli che contano e quindi pesano per il risultato. La sua presenza ha di sicuro migliorato la proposta offensiva del 4-2-3-1 di Fonseca che ha ritrovato la spavalderia e l’efficacia. Ma la squadra ha comunque due facce: crea chance a raffica e al tempo stesso ne lascia diverse anche a chi l’affronta. La fase difensiva resta dunque da registrare.

Mkhitaryan è in prestito e il club giallorosso tirerà le somme più avanti. Lui, chiamato a raccontare la sua carriera di calciatore nel documentario realizzato dal blogger russo Yevgeny Savin, ha chiarito di trovarsi bene a Trigoria: “A inizio stagione il nostro obiettivo era entrare nelle prime quattro, andare in finale di Coppa Italia e proseguire il più possibile nel cammino europeo. La pressione qui non è un problema per me. Non per la mia età, ma perché ho giocato in club come Manchester United e Arsenal. La gente qui vive di calcio ed è molto bello. Voglio giocare al livello massimo il più a lungo possibile. E fino a 37 anni“.

Fonseca sorride quando guarda avanti, avendo ritrovato il coraggio, la velocità e l’aggressività in attacco. Si arrabbia, ed è successo pure a Cagliari, se si volta e vede quanto accade dietro. La Roma rimane fragile quando nella fase difensiva. “Abbiamo pensato che la partita fosse finita“. la considerazione del tecnico, fatta a caldo alla Sardegna Arena, inquadra il difetto giallorosso alla perfezione.

Manca il comportamento di squadra in alcune fasi del match. Basta allungarsi, rinunciando a pressare nella metà campo avversario o perdendo palla senza poi recuperare la posizione, per ritrovarsi scoperti ed essere quindi vulnerabili. Il tecnico portoghese lo sa e da mercoledì (concessi 2 giorni di riposo perché è probabile il rinvio della gara contro la Sampdoria) si prepara a insistere sull’addestramento. Il problema va preso di petto.

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