Intelligente, decisivo, insostituibile: ecco come Micki ha stregato Paulo

L’armeno gioca un calcio serio e incide in ogni partita. Fonseca: “E’ il giocatore più intelligente che abbia allenato”

di Redazione, @forzaroma

Ci ha messo un po’ a innamorarsi di lui, ma ora è amore vero, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero. “E’ il giocatore più intelligente che abbia allenato“. Per carità, la carriera di Paulo Fonseca non è lunghissima, e sicuramente ne incontrerà altri come lui, ma queste parole regalate a Mkhitaryan, subito dopo la vittoria a Crotone, fanno capire quanta stima ci sia nei confronti di questo calciatore. Che gioca un calcio serio e incide in ogni partita, a differenza della passata stagione, caratterizzata da molti infortuni. Altalenante, insomma, come la Roma dello scorso anno. Micki era diverso, giocava in un’altra posizione, da esterno alto del 4-2-3-1, modulo che ha funzionato a singhiozzo e poi abbandonato alla ripresa post lockdown. E’ chiaro come l’armeno si trovi meglio ad agire tra le linee (nel 3-4-2-1), con un altro trequartista al suo fianco, con una copertura del terzino e di un centrale di difesa. Libero di agire, di inventare e i numeri sono con lui: 8 gol e 7 assist (9 e 9 se contiamo l’Europa League), il calciatore che ha inciso di più quasi nella metà delle reti realizzate in campionato (35).

Venerdì prossimo affronterà la Lazio da avversaria per la prima volta, perché ha dovuto saltare pure la sfida di ritorno per infortunio. Ma prima c’è l‘Inter (e a breve l’automatico rinnovo), che invece ha affrontato due volte lo scorso anno, uscendo imbattuto sia nell’andata sia nel ritorno (segnando anche una rete).

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