«De Rossi non si tocca»

di Redazione, @forzaroma

(Il Messaggero – M.Ferretti) Con una straordinaria botta di affetto. E, come si sa, il giudizio del popolo è sovrano. O no?Caldo, tanto caldo, afa a volontà ma pure un sacco di gente con la Lupa tatuata sul cuore, ieri sera all’Olimpico.

 

Gente romanista di ogni età che si è presentata allo stadio con il cuore gonfio di ritrovata gioia e di rinnovate speranze. Una sciarpa al collo, una bandiera in mano o un cappellino giallo e rosso in testa. Un colpo d’occhio impensabile di 19 agosto solo per chi non conosce quella gente. De Rossi ha fatto il suo ingresso sulla pista sotto la Sud esattamente alle 20,03, dopo che lo speaker aveva chiamato i nuovi Balzaretti, Piris e Destro. Non aveva partecipato all’open day del mese scorso, non poteva non essere presentato ieri sera. Daniele è entrato a braccia alzate, accolto da un applauso infinito e dalla voce dello speaker che (a sorpresa, anche per i dirigenti giallorossi) ha urlato «lo hanno cercato in molti ma ha scelto di vestire la maglia giallorossa e lo farà sempre». È apparso anche un po’ emozionato, DDR. Sempre correndo e salutando, e ringraziandoli, i tifosi, Daniele si è sistemato al fianco dei suoi nuovi compagni per le foto poi si è diretto verso la Tevere e, ancora una volta, per lui ci sono stati soltanto applausi e cori. Il tutto mentre in Sud veniva esposto uno striscione, enorme e eloquente: De Rossi non si tocca.Chiaro?
Soltanto un paio di minuti dopo esser sparito nel tunnel che porta verso gli spogliatoi, De Rossi è entrato di nuovo in scena, stavolta direttamente sul campo insieme a tutti i suoi compagni, vecchi e nuovi, per cominciare il riscaldamento pre partita. Si è piazzato al fianco di Osvaldo e Pjanic, è stato in silenzio come tutti gli altri giocatori di Zeman mentre si avvicinava alla partita e, terminato il lavoro pre fischio d’avvio dell’arbitro Russo, è rientrato negli spogliatoi ancora una volta accompagnato dagli applausi della sua gente.
Cominciata la partita, con uno stadio ancora più pieno e colorato rispetto al momento della presentazione di nuovi e vecchio, De Rossi si è piazzato al centro del centrocampo con Bradley a destra e Pjanic a sinistra. In punta di piedi, e stando ben attento a tenere la squadra corta e coperta, DDR – che è rimasto in campo per un’ora (ed è uscito accompagnato da un’ovazione) – ha cercato di mettere in pratica i recenti insegnamenti di Zeman, cioè palla girata ad alta velocità e senza toccarla più di due volte.

 

Talvolta le cose sono andate bene, e si è beccato anche il battimani convinto della gente; in altre circostanze la manovra non è stata fluida come avrebbe voluto il boemo, ma si è trattato di inconvenienti di stagione, destinati a scomparire con il tempo e con il lavoro. Manca meno di una settimana all’inizio del campionato, c’è ancora spazio per perfezionare tutto quello che deve essere perfezionato. De Rossi lo sa, così come sa che la gente della Roma gli vuole un bene infinito. A dire il vero, però, lo sapeva anche prima del bagno d’amore di ieri sera all’Olimpico, ma non per questo se ne lamenterà. Anzi.
Al termine della partita, Daniele è passato in zona mista senza rilasciare alcuna dichiarazione. Si è fermato a salutare un paio di amici e nulla più. Sorridendo, però, ha annunciato che domani si presenterà in conferenza-stampa, a Trigoria. Per spiegare un po’ di cose e, soprattutto, per zittire tutti coloro che lo vedono lontano da Roma. E, probabilmente, anche per dare una sistematina a tutti coloro che lo vorrebbero (o avrebbero voluto?) vedere lontano dalla Roma.

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