De Rossi contro il tempo

di Redazione, @forzaroma

(Il Messaggero – U.Trani) «Sto meglio. Abbastanza bene. Ma camminare è una cosa, correre un’altra. Spero di esserci». Daniele De Rossi non si arrende.

L’infiammazione al nervo sciatico lo sta ostacolando fin dall’inizio dell’Europeo, ma in campo nessuno se ne accorge: il romanista sta vivendo questo torneo da protagonista. «È sempre stato tra i migliori» ha detto Cesare Prandelli che lo ha definito «universale», apprezzandolo come difensore e anche per gli inserimenti in area avversaria. Insomma non solo da centrocampista. Si è fermato solo a Kiev, domenica sera, nella notte che non finiva mai contro l’Inghilterra di Hodgson e del suo mito Gerrard. Dopo ottanta minuti ha dovuto dire basta, nonostante un antinfiammatorio preso, per bocca, durante la ripresa e pochi minuti prima di uscire. «È il nervo, non il muscolo. Se parte non c’è niente da fare» avverte De Rossi.

Il professor Castellacci lo sta seguendo da tempo. Con Antonio Pagni, Silvano Cotti e Niccolò Prandelli. Il medico della nazionale, appoggiandosi ai suoi collaboratori, dal massaggiatore al preparatore e al giovane fisioterapista, punta a recuperare Daniele. Contando anche sulla disponibilità del centrocampista. Un po’ di apprensione c’è. Proprio perché il fastidio appare e scompare. Sono più di sei mesi che se lo porta dietro. Da prima di Natale e ne sanno qualcosa a Trigoria dove i medici sono stati costretti, dopo vari consulti, a fermarlo per qualche settimana. Al ritorno da Kiev, ieri mattina alle quattro, ciondolava dolorante scendendo la scaletta del charter azzurro.

E zoppicava lasciando l’aeroporto Giovanni Paolo II di Cracovia. Nel pomeriggio non faticava come qualche ora prima. Andamento migliore, a vederlo camminare in tshirt e jeans al momento di uscire dallo stadio Municipale, anche se Castellacci vuole valutare bene la situazione nelle prossime ore. C’è ottimismo, proprio perché non è un infortunio muscolare. De Rossi, dopo la seduta di fisioterapia, ha seguito dalla panchina l’allenamento dei giocatori non utilizzati contro l’Inghilterra. Il resto del pomeriggio lo ha dedicato a sua figlia Gaia e i genitori Alberto e Michela. Prandelli ha concesso mezza giornata di libertà agli azzurri, rientro in albergo fissato alle ore 20, invitando poi a cena parenti e amici dei giocatori.

Intanto Giorgio Chiellini è da considerare recuperato. Domenica si è scaldato a bordocampo, a Kiev, giusto per muoversi, seguito dallo staff di Prandelli. Ieri si è allenato con il gruppo e ha partecipato alla partitella. Il difensore sta provando a convincere Prandelli: non si vuole perdere la partita di giovedì a Varsavia contro la Germania. Al momento, però, l’intenzione è quella di non correre rischi: il giocatore si è fermato, per uno stiramento al bicipite femorale sinistro, solo una settimana fa. Se Thiago Motta sembra completamente a posto, da verificare l’indurimento muscolare alla coscia di Abate. Che comunque è convinto di farcela. «Navighiamo a vista». Il preparatore atletico Venturati non nasconde la sua preoccupazione in attesa della Germania che ha avuto due giorni di recupero in più. «In nazionale non si può fare un lavoro sul lungo periodo: la prestazione atletica di KIev è figlia di un grandissimo ordine tattico e di quei sei giorni di riposo sfruttati al meglio. In questo senso avremo uno svantaggio per la prossima gara».

 

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