Così Parnasi finanziò a pioggia i consiglieri

A beneficiare dei contributi, di entità compresa tra i 4 e i 30 mila euro, fu buona parte di quella che sarebbe poi stata la maggioranza a trazione Pd

di Redazione, @forzaroma

Cortesie per gli ospiti. Come aiutare la dura campagna elettorale di destra, sinistra e centro sapendo che poi gli stessi eletti dovranno votare sì o no in Aula Giulio Cesare sul proprio progetto. È la storia dei contributi elettorali elargiti a pioggia dalle società di Luca Parnasi ai consiglieri comunali che poi, un anno e mezzo dopo, alzeranno la mano per il progetto di Tor di Valle. Niente di illegale. Di sicuro, come scrivono Simone Canettieri e Fabio Rossi su Il Messaggero, una prassi molto romana nell’accezione negativa del termine.

A beneficiare dei contributi, di entità compresa tra i 4 e i 30 mila euro, fu buona parte di quella che sarebbe poi stata la maggioranza a trazione Pd. La vittoria di Ignazio Marino, all’alba della campagna elettorale del 2013 per il Campidoglio, era considerata molto probabile, con un Gianni Alemanno in caduta nei sondaggi e un Movimento 5 Stelle ancora non abbastanza forte per competere. Ma, come rivelato dal vice direttore di Libero Franco Bechis, a incassare i contributi elettorali delle società riconducibili al gruppo guidato da Luca Parnasi, in pieno clima bipartisan furono i candidati al consiglio comunale di diversi partiti, dal centrodestra alle liste civiche, con l’eccezione dei quattro esponenti del M5S. Si tratta, si badi bene, di finanziamenti assolutamente legali e trasparenti, denunciati dai singoli consiglieri (come previsto dalla legge) e consultabili da tutti.

Tanti gli esponenti dell’aula Giulio Cesare, durante la passata consiliatura, avevano quindi ottenuto aiuti per la campagna elettorale dal gruppo interessato alla costruzione di quello che le associazioni ambientaliste definivano l’ «Ecomostro» di Tor di Valle.

 

 

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  1. romaugusta - 4 anni fa

    Questi almeni li hanno notificati;quanti hanno preso e da chi sovvenzioni non dichiarate? Fare buon giornalismo non è scrivere quello che sta sotto gli occhi di tutti ma occorre andare a scovare le verità nascoste.

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