Capitan America

Totti, 6 anni a stelle e strisce vissuti troppo spesso da sopportato in casa. Le polemiche con Baldini e Sabatini e le liti con Spalletti: il finale è amaro

di Redazione, @forzaroma

A Francesco Totti, nato e cresciuto a Trigoria, è capitato in alcuni momenti di non sentirsi più a casa tua, ha avuto la sensazione di essere sopportato e non amato come prima come scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero. Se la racconti, non ci si crede. E’ passato dall’ «è il figlio maschio che non ho mai avuto (cit Franco Sensi)» a «pigro (cit Franco Baldini)», fino a “tappo che frena la crescita degli altri (cit Walter Sabatini e non solo)».

Totti è invecchiato così nella Roma, in discendenza di gradimento dal 2011, quando aveva 35 anni e quando Sensi è stato sostituito dalla proprietà Usa. E oggi ci sono tanti tifosi che non vedono l’ora che si faccia da parte: e sbaglia quando parla, e sbaglia se non parla, e sbaglia se soffre per non essere entrato nemmeno un minuto nello stadio di San Siro pronto a fargli la festa. Sbaglia in quanto Totti, in quanto emblema del tottismo, che qui non fa più rima con il romanismo, anzi né è l’antitesi, il suo contrario. Il processo di decadenza è cominciato – oltre che con l’avanzare dell’età – proprio con il passaggio di consegne tra la famiglia Sensi e il team americano, che ha cambiato presidenti e manager durante questo percorso.

Per non parlare poi della fatica anche da calciatore, ricordando i primi tempi con Luis Enrique e l’esclusione/sostituzione nel preliminare di Europa League con lo Slovan Bratislava. Giocò Okaka. Durante il periodo Rudi Garcia era cominciato il tormentone rinnovo: Totti aveva chiesto di giocare fino ai quaranta e alla fine il biennale è stato fatto. Non era scontatissimo ma alla fine è stato fatto. Con quel contratto, il capitano, finiva la carriera nel giugno precedente ai quarant’anni.

Spalletti, che nel frattempo era diventato il suo allenatore, è andato nel pallone: ha preso lui in mano la situazione e, dopo un’intervista del capitano nella quale chiedeva rispetto, è stato lasciato a casa. Non convocato per Roma-Palermo. Un unicum. Totti cacciato da casa sua, questo è diventato. Poi la storia ha detto che quel ragazzo con la maglia numero dieci addosso e la fascia da capitano al braccio da un ventennio, ha decido di essere ancora decisivo: gol al Torino, al Genoa, all’Atalanta, assist vari e lacrime di gioia di tanti tifosi, tornati ad emozionarsi per un calciatore. E il contratto è stato allungato di un altro anno. Ora siamo agli sgoccioli e comincia il tormentone: Totti farà il dirigente oppure continuerà a giocare altrove. Dipenderà da come si sente o se si sente accettato o meno da chi dovrà lavorare con lui dentro Trigoria. Comunque vada, c’è la possibilità che non sia un successo. Strano ma vero, se realizziamo che si parla di Totti.

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