Roma, torna il picconatore

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport – R.Maida) Stuzzica, provoca, sentenzia. Riecco Zdenek Zeman.

A braccia conserte, con un filo di abbronzatura e una polo informale, nel giorno del ringraziamento al Pescara e dell’abbraccio alla Roma riporta in serie A una certezza: la sua voce flemmatica continuerà a graffiare. Senza paura di quei «motivi politici » che per tredici anni l’hanno tenuto lontano dal calcio d’elite: «Spero che adesso queste ragioni non esistano più – dice – anche se il calcio ha gravi problemi di etica» . Chiede di fermare qui la sua analisi, davanti alla sala stampa dello stadio Adriatico che non era mai stata così piena. Poi invece è lui a insistere con le bastonate, a proposito della vicenda scommesse: «Mi sto facendo una brutta idea. Non bastavano la crisi economica e i terremoti, ora ci si mette anche il calcio che ha perso credibilità. Speravo che i processi punissero chi ha sbagliato, per dare un esempio. Ma vedo che non succede. Non sono d’accordo sullo stop dei campionati che ha chiesto Monti, perché abbiamo vissuto periodi più brutti. Però sono preoccupato, questa situazione può continuare…» .

 

LE SOCIETA’ – La preoccupazione di Zeman si estende anche all’aspetto tecnico: «Il calcio italiano sta facendo fatica, come si è visto nelle coppe europee. E così i calciatori vanno a giocare negli altri campionati. Evidentemente le società non hanno grande mentalità. O non hanno idee…» . Naturalmente non è un problema che riguarda il Pescara. Il presidente Sebastiani gli siede accanto, immobile, mentre Zeman saluta i suoi vecchi tifosi: «Non ho mai visto tanto affetto come nel pomeriggio della festa, con il bus scoperto per le vie della città. Ho pianto tante volte e non mi succedeva da tempo. Pescara e i pescaresi mi resteranno sempre nel cuore» . I cronisti abruzzesi gli fanno notare che qualche tifoso si è sentito tradito: «Avevo un anno di contratto, sono libero, non credo si possa parlare di tradimento» .

IL FUTURO – Della Roma parla solo di striscio, se non per chiarire i motivi della sua decisione: «Non sono più un ragazzino che può aspettare due o tre anni. Questa per me è l’ultima occasione di misurarmi in un club ambizioso» . Conferma la sua voglia di rivincita: «Nella Roma ho lavorato e purtroppo non sono riuscito a fare quello che volevo fare. Adesso mi si dà la possibilità di guidare di nuovo una squadra importante. Spero con la Roma di aiutare anche il calcio a riacquistare credibilità. Il progetto che mi ha sottoposto Baldini mi ha convinto» . A Pescara ha vinto il campionato, a 65 anni si sente pronto a vincere qualcosa anche in serie A: «Spero di ripetere la stagione di quest’anno. Magari…» .

E’ DERBY – Con la Roma è fatta. Ma se avesse chiamato la Lazio? «Ogni volta che esco, a Roma, mi chiedono di tornare sia i tifosi della Lazio che quelli della Roma. Mi auguro che l’abitudine continui. Ma mi sento più vicino alle idee della Roma che a quelle della Lazio» . Senza offesa, perché per Zeman il derby è sempre una partita normale: «L’ho detto 100 volte, lo ripeto per la centunesima. Il derby è bellissimo per l’ambiente, ma vale sempre tre punti» . Su questo punto non farà mai un passo indietro.

IL MERCATO – Gli chiedono di Verratti e di Insigne, di Bojan e Pjanic, di Totti e del contratto – che dovrebbe essere fino al 2014, forse con la formula dell’uno più uno, anche se lui ripete di preferire i vincoli annuali – ma Zeman rimanda ogni approfondimento sulla Roma ai prossimi giorni, quando Baldini lo presenterà ufficialmente: «Parliamo più avanti delle mie mosse. Ma da qui potrei portare via solo i giocatori che non servono al Pescara e servono a me» . Possibile? «No» . E allora l’unico riferimento al mercato è una gag: «Vorrei portare a Roma l’addetta stampa» . Federica Rogato, gentile e imbarazzata, sorride. Zeman si alza, la platea applaude. Arrivederci, Pescara.

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