Rivoluzione Roma, atto secondo

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport-R.Maida) Otto giocatori sono sicuri di giocare nella Roma anche il prossimo anno. Stekelenburg, Burdisso, De Rossi, Pjanic, Totti, Osvaldo, Borini, Lamela.

Un ottimo scheletro, a cui però mancano muscoli, tendini, nervi, pelle. Tutto quello che serve per completare una squadra da scudetto, o almeno da primissime posizioni, arriverà dal mercato. Non siamo alle liste di proscrizione, ma a un’epurazione tecnica paragonabile alla pulizia effettuata l’anno scorso, con l’avvento dei nuovi padroni e dei nuovi dirigenti.(…)
Arriveranno dunque almeno sei giocatori importanti: due esterni, due difensori centrali, un centrocampista, un attaccante. Queste sono le richieste di Luis Enrique, che per adesso non ha anticipato ai dirigenti l’idea di mollare a fine stagione. Anzi, nei giorni scorsi ha studiato un ventaglio di possibili rinforzi per il prossimo campionato. La Roma si augura che i risultati delle ultime partite di questo sciagurato campionato non lo spingano a cambiare orientamento. Per non ricominciare da capo.

 

DIFESA Stekelenburg non si tocca, nonostante le difficoltà di questi giorni, e Lobont dovrebbe rimanere perché non rompe le scatole come secondo portiere. Le certezze sulla difesa si fermano qui, per il resto sono tutti sotto esame. Non a caso Sabatini ieri si è pentito pubblicamente di non aver rinforzato la squadra a gennaio con un difensore e un terzino. La prima incognita è Burdisso: tornerà come la Roma lo ha lasciato prima del terribile incidente di novembre? E poi: Taddei (ieri 32 anni: auguri) e Rosi sono due buoni giocatori, ma sono adatti a fare i titolari a tempo pieno in una squadra che mira ad essere competitiva ai massimi livelli? La società se lo sta chiedendo, mentre valuta le posizioni di due stranieri classe ‘89: Kjaer e Josè Angel fin qui sono stati un flop, non verranno confermati se il loro rendimento non salirà nelle prossime partite. Incerto invece il futuro di Heinze, che avrà il rinnovo di contratto automatico tra due partite: ma Heinze ha 34 anni e sta pensando seriamente di tornare in Argentina per chiudere la carriera. Misterioso anche il domani di Juan, che va in scadenza nel 2013: piace a un paio di squadre brasiliane, potrebbe andarsene. Sicuri infine gli addii di Cicinho e Cassetti, il cui contratto è finito.

Quattro acquisti: due esterni e due centrali. I centrali saranno due, visto che Burdisso nell’immediato non dà garanzie di recupero completo. La difesa è il reparto più bisognoso di rinforzi e di stravolgimenti. Per il calcio di Luis Enrique servono due esterni di grande qualità, che siano pericolosi per gli avversari e non per Stekelenburg: a destra il prescelto sembrerebbe Isla dell’Udinese, mentre a sinistra l’uomo giusto può arrivare da Lione ed è Cissokho più di Bastos, che anche ieri si è candidato attraverso il manager. La rosa dei laterali potrebbe poi essere arricchita da Crescenzi, che a 21 anni dopo tre campionati di serie B sembra pronto. In mezzo, invece, sono tanti i giocatori sotto osservazione: da Subotic a Otamendi, da Dedè a Vertonghen, da Garay a Ogbonna. (…) Juan e Heinze, per capirsi, non sono funzionali perché sono troppo lenti e quando vengono attaccati negli spazi soffrono molto. A questa lacuna la Roma sta cercando di ovviare con un acquisto importante.

CENTROCAMPO In mezzo al campo le sicurezze sono due: De Rossi e Pjanic. E’ una certezza quasi acquisita anche Fernando Gago, che sarà riscattato dal Real Madrid per una cifra vicina ai 6 milioni. Ma osservando la parte restante dell’organico, la Roma è pronta a discutere tutto. E’ difficile, ad esempio, che venga trattenuto Marquinho, a meno di un finale di campionato straripante: il prestito di cinque mesi è costato 350.000 euro, una cifra accettabile anche in caso di mancato acquisto. Ancora meno doloroso sarebbe perdere Simplicio, che a settembre compirà 33 anni, e Greco, a cui è stato da poco rinnovato il contratto. Simplicio dovrebbe tornare in Brasile o tentare un’avventura in Oriente, mentre Greco ha mercato in Italia e può essere ceduto a una squadra di serie A in prestito oppure in comproprietà. La Roma cercherà una sistemazione anche a Perrotta, che va in scadenza nel 2013. E lo stesso proverà a fare con Pizarro, che rientra dal prestito al Manchester City: se Mancini non si muove, ha chance di continuare l’esperienza inglese prima di rientrare in Cile. Tra i giovani talenti di Trigoria, invece, Viviani potrebbe essere prestato per maturare: Luis Enrique lo considera ancora acerbo.

Per quanto riguarda il centrocampo, l’indicazione è la scelta Marquinho: la Roma cerca un calciatore dai piedi dolci, bravo negli inserimenti, nel tiro da lontano, possibilmente mancino visto che gli altri mediani preferiscono usare il destro. E soprattutto, più forte di Marquinho. Sabatini presto organizzerà una missione in Sudamerica, personalmente o attraverso il collaboratore Massara, per trovare occasioni di mercato. Paulinho del Corinthians (come e più di Casemiro) piace tantissimo ma costa abbastanza rispetto alle garanzie che trasmette. Da non sottovalutare anche l’ipotesi Lucas, che oggi il San Paolo giudica incedibile ma in estate cederà. Su di lui, nazionale brasiliano classe ‘92, hanno messo gli occhi i principali club europei. (…) In Europa, Sabatini segue Tomic del Partizan e i francesi M’Vila e Sissoko. Ma possono tornare in auge i suoi vecchi pallini: Fernando del Porto, Sandro del Tottenham, Lassana Diarra del Real Madrid. Prima di passare agli sconosciuti, la Roma cercherà un centrocampista pronto subito, anche se fosse costoso da comprare. L’importante è che non abbia uno stipendio esagerato: ad esempio Eriksen dell’Ajax. Ritorneranno inoltre a casa Bertolacci e Florenzi, che hanno convinto a Lecce e Crotone. Uno dei due può essere utilizzato già il prossimo anno.

ATTACCO Totti è Totti, Borini è stato una sorpresa e si è meritato il rinnovo della comproprietà con il Parma, Lamela è un prospetto di campione, Osvaldo se sta bene è il migliore di tutti. In attacco, la Roma è messa bene. E se non capiteranno situazioni di mercato oggi imprevedibili, terrà quattro dei suoi cinque uomini. Solo Bojan, in questo contesto, non conosce con esattezza il suo futuro. Secondo gli accordi firmati con il Barcellona, la Roma il primo luglio dovrà pagare 12 milioni. Se poi il Barça volesse riprenderselo subito, dovrebbe a sua volta spendere 17 milioni garantendo un +5 secco alla cassaforte di Trigoria. Non andrà così, dunque. Le possibilità sono due: Bojan rimane e torna a Barcellona nel 2013, garantendo alla Roma un milione come premio di valorizzazione oltre al recupero dei 12 milioni spesi; Bojan va via a luglio con una risoluzione del contratto. Saranno decisive le ultime partite di campionato: Bojan sperava di diventare una stella per tornare campione al Camp Nou, invece nella Roma sta facendo la riserva delle riserve. E i giovani? Piscitella probabilmente andrà via per fare esperienza, mentre Caprari sarà piazzato ancora in B. E’ a parte la questione Borriello: la Juve dovrebbe riscattarlo, perché questo si erano detti i dirigenti al momento delle firme. Ma adesso la Roma trema.

Numericamente e qualitativamente, la Roma nel reparto punte è coperta. Perciò può dedicarsi all’acquisto di un grande attaccante, un campione capace di alterare gli equilibri di una partita, senza farsi tradire dalla frenesia. Uno dei pallini di Baldini, senza scomodare il sogno Rooney, è Van Persie, che ha il contratto in scadenza nel 2013 e dovrebbe lasciare l’Arsenal. Ma è difficilissimo acquistarlo, vista la concorrenza: ci sono in ballo Juventus, Inter, Real Madrid, le grandi d’Inghilterra. L’altro desiderio ambizioso di Baldini è Gonzalo Higuain. Però come fai a strappare un centravanti di questo genere al Real Madrid? Soltanto un miracolo potrebbe favorire la Roma. Più accessibili Palacio del Genoa, Hernandez del Palermo e Nilmar del Villarreal: sono stati già trattati l’estate scorsa, prima che fosse scelto Osvaldo. Palacio sta giocando un ottimo campionato nel Genoa mentre Nilmar è caduto un po’ in disgrazia in Spagna. A fine stagione si può prendere a prezzi molto più contenuti rispetto al 2011. Hernandez invece fatica a trovare continuità a Palermo. Ma su questo fronte, come detto, la Roma può sfruttare il lusso della pazienza. E magari il rinforzo arriverà dopo gli Europei.

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