L’ultima magia il gol «come annava annava»

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport-R.Maida) Tra le opere d’arte, gli mancava quella del last gasp, L’ultimo sospiro, come lo chiamano i calciofili inglesi. Una pennellata da impressionista. Francesco Totti, in un’altra lingua, l’ha battezzata come annava annava, la soluzione che spunta quando non c’è più un attimo da perdere e l’arbitro ha già infilato in bocca il fischietto. E così il suo gol numero 221, valido per il sorpasso a Meazza, diventerà un cimelio per le modalità in cui è venuto: il pallone scagliato da venticinque metri è entrato nella porta di Viviano, complice cercato e voluto, al minuto 45’02”. (…)

IL RACCONTO – «Non potevo aspettare, era l’ultimo tentativo» ha ricordato Totti. Che ha ricevuto un passaggio da Destro poco oltre la metà campo, ha evitato con una finta di tacco il rientro dell’amico Aquilani, ha scambiato con Balzaretti, ha controllato di piatto destro e dopo aver fissato il mirino sotto la curva Sud ha lasciato partire il tiro di collo-esterno che con traiettoria a uscire ha piegato le mani del portiere. Roma tre, Fiorentina uno. A ricostruirlo sembra tutto facile, persino banale per un fuoriclasse. Ma la velocità di pensiero e di azione di Totti è stata sbalorditiva, visto che mancavano pochi secondi e lui aveva carpito dall’arbitro che non ci sarebbe stato recupero. Lucidità, rapidità, talento, potenza. Ecco un’altra meravigliosa idea del campione che non teme la tirannia della natura e che, come dice Zeman, è «un riferimento importante per i compagni, che quando vanno in difficoltà gli consegnano la palla e si sentono tranquilli». Quanto è vero.

 

NON E’ PALLONE – Non è stata una giocata da calciatore, atleta tradizionalmente poco abituato a guardare il cronometro. E’ stata una mossa da cestista. Come il canestro impossibile di Ruben Douglas da metà campo che consegnò lo scudetto alla Fortitudo Bologna nel 2005 (in casa dell’Olimpia Milano) proprio sulla sirena. (…)

 

PRECEDENTI – A Totti, peraltro, la Fiorentina porta fortuna nella specialità dei gol all’ultimo secondo. Sempre sotto la Curva Sud gli era già successo di segnare quando tutto sembra chiuso, o quasi. Nel 1996/97, con Carlos Bianchi, graffiò il pareggio (3-3) a tre minuti dalla fine. E nel 1998/99, già con Zeman, nell’unico pomeriggio magico dell’argentino Bartelt firmò il sorpasso a tempo scaduto dopo il pareggio di Alenitchev. Nell’aprile 2011 si è ripetuto a Udine, praticamente a recupero scaduto: un cross di Riise convertito in una zampata di esterno sul palo lungo senza che Handanovic potesse intervenire. In questo caso, cioè sabato scorso, si trattava del primo tempo ma il principio non cambia: Totti sa incanalare l’ansia per il tempo che passa in un condensato di efficienza e imprevedibilità che spiazza gli avversari. Del resto, se non avesse qualità mentali e fisiche fuori dalla norma non sarebbe determinante a 36 anni.
0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy