Il gioco di Zeman? Non è così difficile

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport-R.Boccardelli) Ma è poi così difficile questo calcio di Zeman? Il boemo dice che no, non è assolutamente complicato, basta seguirne le direttive base e applicarle sul campo. Magari a qualche giocatore sarà apparso di non semplice applicazione, finendo forse per… non applicarsi. E’ il caso di De Rossi e Osvaldo? Fino a quando società, tecnico e giocatori non chiariranno (…) la vicenda, tutto resterà sospeso nel limbo delle ipotesi, fermo restando però le frasi di Zeman abbattutesi come macigni sui due “reprobi” nel ventre dell’Olimpico dopo la partita con l’Atalanta.

CONCENTRAZIONE– Vero è che nel gioco di Zeman nessuno può permettersi di non stare con la testa nel match. Perchè tutti e undici i giocatori, portiere compreso, sono parte attiva sia della fase offensiva che di quella difensiva, sia in possesso che in non possesso di palla. Quindi basta che uno o (peggio) più elementi non seguano lo spartito, che tutta la squadra, come in un effetto domino, va in affanno.

Esempio di errore in fase difensiva: due attaccanti non fanno pressing sui difensori avversari, la squadra avversaria crea superiorità numerica a centrocampo e può servire le punte a palla scoperta mentre la difesa zemaniana, in teoria molto avanzata, a quel punto è costretta a rincorrere in affanno.

PRESSING- Squadra corta, difesa e portiere alti, pressing sui portatori di palla, riconquista della sfera costringendo all’errore gli avversari. Per fare questo ci vuole corsa e attenzione, soprattutto in fase di non possesso. Contro l’Atalanta due volte Piris è salito in ritardo: miracolo di Stekelenburg su Denis solo soletto, e gol ingiustamente annullato allo stesso Denis nella ripresa.

 

IL GIOCO VERTICALE – Funziona se chi non ha la palla è sempre in movimento. Esterni di difesa e centrocampisti intermedi, corrono in verticale negli spazi. Il regista smista sulla corsa e non sui piedi. (…)Gli attaccanti fanno movimenti senza palla a incontrare e a tagliare orizzontalmente verso l’area, per andare all’uno contro uno o al tiro o per lasciare spazio agli inserimenti, soprattutto dei due centrocampisti intermedi. Non è un caso che già quattro gol siano arrivati da questi giocatori: 2 Florenzi, 1 Marquinho e Bradley. Tutto facile se la forma atletica è al punto giusto e l’attenzione è massima, tutto difficile se la condizione della squadra è atleticamente scadente e qualcuno va in confusione.

 

LA VERA ROMA

– Quella che è nella testa del boemo si è vista pochissimo ed a sprazzi. E non può essere solo colpa di… De Rossi. Serve tempo ma in serie A e soprattutto a Roma di tempo non ce n’è mai abbastanza e anche questo il boemo lo sa. E’ altrettanto tangibile la sensazione che la squadra non sia poi così lontana ad imbroccare i meccanismi giusti per dare finalmente spettacolo e risultati ai suoi impagabili e perplessi tifosi.

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