Dal ct ai meccanismi di gioco la Nazionale è casa sua

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport – A.Polverosi) – Come stai Daniele? «Sto bene, sto bene, sto bene» . Lo ripete tre volte, con un sorriso grande così, mentre infila il vialetto che porta dal campo di Coverciano all’albergo. E’ insieme a un altro barbuto della Nazionale, De Rossi con la barba bionda, Pirlo con la barba scura. Un bel centrocampo folto anche per la peluria.
Chissà cos’avrà Coverciano di tanto diverso da Trigoria. Proviamo: l’allenatore. Probabilmente non sbagliamo. L’allenatore che soggiorna a Coverciano è uno di quelli che considerano Daniele De Rossi un giocatore fondamentale per la propria squadra. Lo dicono anche i numeri di questa stagione, come si può vedere dalla tabellina che pubblichiamo accanto. Il ragazzo (si fa per dire, visto che non ha più una tenera età) che Zeman ha sculacciato pubblicamente ha segnato finora due gol, tutt’e due con l’Italia, l’ultima venerdì sera in Armenia. Non solo: delle sue 12 reti realizzate in Nazionale, tre le ha fatte nel biennio più qualche mese di Prandelli. […]

 

 

LA RISPOSTA – Zeman lo ha messo fuori squadra con un’accusa pesantissima per uno che vede e sente il calcio come De Rossi: scarso impegno in allenamento. Prandelli, seppure indirettamente e con tutte le cautele del caso ( «ogni allenatore ha il sacrosanto diritto di prendere le decisioni che ritiene giuste per la propria squadra» ), ha dato al boemo il suo punto di vista, non proprio coincidente. Qualcun altro, come Galeone, si è schierato con Zeman: «De Rossi non si deve permettere di fare osservazioni sul suo allenatore, sui metodi di lavoro o sul gioco. Il giocatore deve eseguire quello che gli chiede il tecnico. Se non lo ha fatto, è stata giusta la decisione di metterlo in panchina» , ha detto l’ex allenatore del Pescara, alleato…tattico (è stato uno dei primi a puntare sul 4-3-3) del boemo.

 

UN ALTRO DE ROSSI – Come succede da sempre a Montolivo, in questo momento esiste un De Rossi nella Roma e un altro De Rossi in Nazionale. Alla fine della scorsa stagione, Daniele arrivò nel ritiro azzurro pre-europeo in condizioni non proprio entusiasmanti. C’erano perplessità sul suo conto, ma al debutto di Euro 2012 contro la Spagna, schierato come centrale difensivo in una difesa a 3, fece una partita spettacolare, senza commettere un errore, fino a diventare il migliore in campo insieme a Chiellini e Di Natale. La Nazionale è casa sua, soprattutto da quando Prandelli ne è diventato il commissario tecnico. A Roma sperano che presto scatti la stessa molla anche a Trigoria.
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