Vucinic, Mr. Tom vuole che resti

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista-D.Galli) È sereno. Scherza spesso, specie con De Rossi. Forse, Vucinic non è mai stato così tranquillo come in questi primi giorni di ritiro a Brunico. In società, invece, lo sono un po’ meno.

Temono che qualche fischio isolatissimo possa condizionarne il rendimento, portando così il resto del mondo, in particolare la Juve, a pensare che la Roma non voglia più Mirko. È l’esatto contrario.

DiBenedetto è ripartito ieri per Boston. Ma prima ha parlato di strategie di mercato. E su Vucinic è stato perentorio: lo vuole tenere. Punto. Se però la cessione diventasse indispensabile, eventuali pressioni indebite da parte di pochi contestatori non aiuterebbero la Roma a venderlo al giusto prezzo. Premssa. Il futuro presidente è innamorato di Vucinic. Lo considera un giocatore un po’ folle, uno quelli che spaccano le porte con gol tipo quello al Genoa nel 2008. Do you remember? Palla che rimbalza, il Genio ci si avventa e senza nemmeno guardare i pali indovina una traiettoria pazzesca. Ieri, nella partitella contro la rappresentativa dell’Alto Adige, ha fatto un numero incredibile. Uno stop assurdo, condito da un pallonetto fuori misura. È genio. Ribelle, magari. Ma resta genio. DiBenedetto lo paragona a Lamela. La fantasia al potere è la chiave per vincere, ma pure per entusiasmare le folle. E allora, perché mai si dovrebbe vendere Vucinic? Peggio ancora, poi, sarebbe svenderlo.

Il leader della cordata americana non vuole cedere uno dei suoi giocatori preferiti. Ma se Mirko non cambiasse idea, è evidente che la Roma sarebbe costretta a piazzarlo altrove. A che prezzo? Non meno di 20 milioni, si è detto. Ok. Ma se l’immagine che venisse trasmessa al mondo fosse quella di un Vucinic indispettito da un paio di urletti in allenamento, sarebbe più difficile dettare le condizioni della trattativa. E non solo con la Juve. Con chiunque. Il tema potrebbe essere riaffrontato da DiBenedetto al suo ritorno a Roma, che al momento è previsto per il 27 luglio. Mister Tom verrà per il closing. Per mettere le firme sui contratti definitivi e quindi pure la parola fine alla trattativa con Unicredit. Nei prossimi giorni verrà intanto Linda, sua moglie. La signora è attesa a Reggio Emilia. Suo figlio Thomas è un ottimo interbase della squadra locale di baseball, la Palfinger. Il papà è andato a trovarlo due giorni fa. Ha assistito alla partita contro Parma, ha parlato con il figlio e con la dirigenza di Reggio (ma solo di baseball, non della Roma). Poi ha proseguito per Milano, dove nella mattinata di ieri si è imbarcato per Boston. Tornerà presto. Tornerà per prendersi la Roma. Anzi, non per prenderla: per guidarla. Perché la Roma non è di nessuno. La Roma è dei romanisti. Pure di Vucinic, se Mirko lo vorrà.

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