«De Rossi resta qui Totti è una divinità»

di finconsadmin

(Il Messaggero – S.Carina) – E’ uno dei nodi che dovrà sciogliere in fretta. Sabatini ne è consapevole e anche se inizialmente prova a sviare l’attenzione – «Meno ne parliamo, meglio è» – quando gli viene chiesto del contratto in scadenza (nel 2012) di De Rossi, si fa immediatamente serio:

«Con Daniele non ho parlato, ma lo dico chiaramente: deve rimanere alla Roma. Con lui la squadra è più forte e per questo motivo faremo di tutto perché resti. Non so quanto chiederà per rinnovare. Ho già spiegato, però, che dovremo seguire un percorso virtuoso anche se DiBenedetto qualche deroga me l’ha concessa». Sul finire della conferenza, sollecitato per l’ennesima volta, il ds giallorosso torna sull’argomento: «Troveremo tranquillamente un accordo ma anche se non lo trovassimo, De Rossi disputerà la sua ultima stagione nella Roma con professionalità e la farà benissimo. Ma io voglio che lui resti». L’ultimo passaggio è un chiaro messaggio subliminale al centrocampista ma soprattutto alla tifoseria: verranno effettuati tutti gli sforzi possibili per trattenere il calciatore. Se alla fine non si riuscisse nell’intento, non sarebbe certo responsabilità della società. Riguardo a Totti, Sabatini si è abbandonato ad un afflato poetico: «Francesco è il progetto tecnico della Roma. Intorno a lui sarà modellata la squadra. E’ intramontabile, è come la luce sui tetti di Roma quando tramonta il sole: la luce dovrebbe andar via, ma invece è ancora lì. E così è lui, dovrebbe tramontare e invece è sempre in campo a giocare e a segnare». Dopo le parole al miele, il messaggio sibillino: «Francesco ogni volta che tocca il pallone dilaga, è una specie di divinità. E più si parla di lui come un giocatore oramai al crepuscolo, più va in campo e più schianta l’avversario. Questa è la mia immagine. Ora, però, dipenderà dalla sua sensibilità capire quando sarà necessario e quando invece servirà che giochino gli altri». Della serie: Totti è certamente una risorsa inestimabile per la squadra ma all’età di 35 anni (che festeggerà a settembre) andrà gestito al meglio. L’idea di partenza – al netto di squalifiche e infortuni, senza contare i periodi di forma – è quella di fargli giocare in campionato 25 partite su 38.

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