Fiducia Bisceglia: «L’allenatore è un portento»

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – A.Catapano) Claudio Bisceglia, 34 anni, un chiaro accento pugliese Vengo da Manfredonia, provincia di Foggia» ), eppure «vivo a Trieste e tifo per la Roma da quando sono bambino: ho esordito con lo scudetto del 1983, e non l’ho più lasciata» .

È l’interprete di Luis Enrique e degli altri spagnoli dello staff tecnico. Da ieri, assiste anche Jose Angel, l’ultimo arrivato nel ritiro giallorosso. Nei prossimi giorni, farà lo stesso con Bojan Krkic. «Non è la prima volta che lavoro nel calcio. Parlo quattro lingue: spagnolo, portoghese, inglese e olandese» . Potrebbe tornare utile anche per Stekelenburg, allora, qualora la trattativa andrà a buon fine. «Intanto mi godo Luis Enrique — racconta Bisceglia —: un allievo perfetto, impara in fretta, anche se a volte parla istintivamente e gli viene fuori un miscuglio che lui ha definito “itagnol”. Stiamo facendo una vera e propria “full immersion”: lezioni quotidiane di un’ora e mezzo, visioni di partite con telecronaca in italiano, lettura dei giornali con particolare traduzione dei termini tecnici utili per il suo lavoro. Poi, io seguo gli allenamenti da bordo campo e lo ascolto parlare ai calciatori: a fine giornata gli dico come se l’è cavata, se e dove ha sbagliato»Quando finirà il corso? «Secondo me, nel giro di poche settimane il mister sarà in grado di farsi capire, e bene, da tutti. Ve l’ho detto, impara in fretta, è un vero portento» .

 

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