El-Arabi: viene dalla strada, ama il dribbling e il suo Marocco

di finconsadmin

(Il Romanista – V.Valeri) – Sul taccuino di Walter Sabatini, oltre a una lunga lista di calciatori sudamericani, ci sono anche dei francesi molto interessanti. Uno di loro, segnalato ormai da mesi, è Youssef El-Arabi, nato Oltralpe ma di famiglia marocchina, attaccante atipico in forza al Caen.

Con il piccolo club di Ligue 1, Youssef sta mostrando tutte le sue qualità e quest’anno ha contribuito alla salvezza dei rossoblu con 17 reti e 5 assist in 38 partite. Ormai il suo nome gira in ogni ambiente, tutti lo vogliono: in Germania si stanno muovendo per sondare il terreno, in Italia è oggetto del desiderio di Fiorentina e Udinese (soprattutto con l’addio di Sanchez), ma la corte spietata proviene dall’Inghilterra, dove il Newcastle è arrivato a un soffio dall’aggiudicarselo, mentre lo Stoke City ci sta provando proprio in queste ore. Nel suo paese, è l’Olympique Marsiglia in prima fila, perchè Didier Deschamps è un suo estimatore e lo vorrebbe a tutti i costi in squadra nella prossima stagione. Dare una definizione tattica di El-Arabi non è semplice, ed è proprio questa la sua principale qualità. Bravo con entrambi i piedi, il 24enne nazionale marocchino un anno fa è stato impiegato come esterno alto di centrocampo, ma dall’inizio del campionato appena concluso il tecnico Franck Dumas lo ha avanzato di qualche metro, utilizzandolo come trequartista e seconda punta.

Youssef è fisicamente ben piazzato (186 cm per 75 kg), ma la sua prestanza non pregiudica né la velocità né la classe: abile nel dribblig – punta spesso l’avversario e volentieri lo salta – , lucido sotto porta, altruista con i compagni di reparto, il suo essere duttile lo rende al contempo imprevedibile, un cliente fastidiosissimo per molti difensori. In una Roma proiettata verso iil 4-3-3, El-Arabi troverebbe la sua degna collocazione come laterale offensivo, a destra o a sinistra non fa differenza. Coetaneo di Jeremy Menez, più del connazionale ha la concretezza e i muscoli, oltre a un carattere migliorato nettamente col passare del tempo. I primi tempi al Caen trovò qualche difficoltà nell’ascoltare le indicazioni tattica dell’allenatore e qualche scontro c’è stato, ma niente che possa far pensare ad una personalità problematica o fuori dagli schemi. Youssuf è un ragazzo posato, che ama la propria famiglia e rispetta le sue origini, tanto dall’aver limitato l’esperienza bleu alla selezione Under 21 di calcio a 5; la sua nazionale, infatti, è quella del Marocco, con il quale ha disputato 4 gare durante le qualificazioni alla Coppa d’Africa (57 minuti in tutto), più 20 minuti in amichevole contro l’Irlanda del Nord, sostituto di Chamakh.

AUTODIDATTA Youssef non ha una vera e propria esperienza di vivaio, come tanti suoi coetanei che si affacciano adesso al calcio che conta. Inizia a tirare calci al pallone per strada, poi inizia a disciplinare i suoi piedi e la sua esuberanza nell’Herouville, a circa 200 chilometri da casa. Lo nota il Caen, che a 15 anni lo prende e lo gira quasi subito a farsi le ossa nel campionato Amatori, la serie D nostrana, dove indossa la maglia dell’Uson Mondeville per 4 anni. Giudicato idoneo a tornare tra i professionistie con la schiena raddrizzata dagli insegnamenti di Thierry Traorè, a 20 anni El-Arabi si affaccia in Ligue 1, categoria appena riconquistata dalla formazione di Dumas. È un continuo salire e scendere per i rossoblu, ma nonostante le disgrazie sportive, El-Arabi trova sempre più spazio e il 20 dicembre 2008 fa il suo esordio ufficiale con la maglia del Caen, contro il Bordeaux, giocando 13 minuti. La stagione successiva, nella cadetteria francese, Youssef si mette definitivamente in mostra, dando sfoggio di un grande carattere e di ottime doti di assist-man, servendone ben 8 ai compagni e mettendo a segno anche 11 reti in 34 gare, 11 di queste svolgendo il ruolo di sostituto. Le sue prestazioni danno una mano al Caen, che risale la china riprendendosi la massima serie, conservata quest’anno con 46 punti e un mediocre – ma decisivo – quindicesimo posto. El-Arabi si è anche tolto la soddisfazione di rovinare l’esordio stagionale agli ex campioni del Marsiglia, segnando il decisivo 1-2 davanti a 56mila spettatori ammutoliti del Velodrome.

ADIEU L’avventura nel piccolo club della Bassa Normandia è assolutamente conclusa. El-Arabi, nonostante un’intervista del 27 maggio scorso rilasciata al sito Caen.Maville, desidera confrontarsi con realtà di livello maggiore: «Mi piace dribblare e tenere la palla tra i piedi – ha dichiarato parlando di sé – ma so che devo imparare a perderla di meno. Se voglio arrivare dove mi portano le ambizioni, sono consapevole di dover guardare a ogni dettaglio». Youssef, infatti, vuole disputare le coppe europee e mettersi ancora più in vetrina. E’ conscio del fatto che l’interesse verso di lui coinvolge numerose squadre, compresa la Roma, ma non si sbilancia: «Non so cosa farò il prossimo anno – conclude – , vorrei lasciare un’impronta indelebile qui a Caen». Secondo quanto è possibile sapere, arrivare al cartellino del giocatore non è poi così complicato. Nonostante il rapporto tra il giocatore e il club del presidente Fortin scada tra due anni, a contare è la ferma volontà di El-Arabi nel volersene andare altrove, anche in virtù di dissapori scaturiti da alcuni aspetti della sua gestione; in seconda battuta, il suo prezzo si aggira intorno ai 10 milioni di euro, ma siamo sicuri che a 8 i francesi non potranno fare gli schizzinosi. L’ingaggio è assolutamente alla portata dei parametri giallorossi, che prevedono accordi non superiori ai 2 milioni di euro esclusi eventuali premi. La concorrenza, però, è molto alta e la presenza di tanti soggetti addosso al ragazzo potrebbero far crescere di qualche milione la sua valutazione. In Italia, ribadiamo, lo vorrebbero Fiorentina e Udinese, ma non bisogna sottovalutare le intenzioni dell’Inter e della Juventus. In Germania si è palesato l’Hoffenheim, in Spagna il Siviglia e dalla Gran Bretagna viene visionato anche da Tottenham, Everton e Bolton. D’altronde la sua incredibile capacità ad adattarsi in qualsiasi posizione, lungo tutta la trequarti offensiva, attrae senza dubbio moltissimi allenatori e ancor di più direttori sportivi consapevoli di poter assicurarsi un giocatore che nel giro di un anno, se ben utilizzato, può raddoppiare la sua valutazione

 

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