E Mr Tom non viene più domani

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – D.Galli) Cambio di programma. DiBenedetto non verrà più domani, ma mercoledì (forse). Non verrà apposta. Mister Tom non è affatto sereno.

Se non fosse che ormai gli americani hanno investito già 10 milioni in questa trattativa, 6 di caparra e 4 in altre operazioni, se non fosse che ci hanno messo la faccia, che lavorano da mesi sul progetto Roma, adesso la cessione del club sarebbe seriamente a rischio. Ma la situazione è in evoluzione. In evoluzione continua. E va monitorata con molta attenzione.

Facciamo ordine. DiBenedetto sarebbe dovuto risbarcare domani in Italia. Per ora, è arrivata una parte importante della sua famiglia. La moglie, la signora Linda, è da ieri a Reggio Emilia. È andata a trovare il figlio Thomas, ottimo interbase della Reggio Baseball. Il marito non l’ha accompagnata per inviare un messaggio a Unicredit. A che gioco giochiamo?, si domandano gli americani.

La cordata guidata da mister Tom è infastidita da una serie di atteggiamenti. Prendete il comunicato di due giorni fa di Roma 2000. La holding che continua a controllare l’As Roma, e che è nelle mani di Piazza Cordusio, ha reso noto il superamento delle condizioni sospensive. Ovvero, la concessione alla As Roma di due prestiti. Uno di 10 milioni da Roma 2000, e quindi di fatto da Unicredit, un altro da 30 milioni direttamente dalla banca. A quanto risulta, però, questo passaggio non sarebbe stato concordato con gli americani. Sarebbe stato comunicato a giochi fatti. Se confermato, sarebbe l’ennesimo screzio. E poi resta lo scoglio più grande. Gli americani vorrebbero investire tutte le risorse possibili per il rafforzamento di squadra e società. Pur concordando su questa necessità, Unicredit vuole che vengano invece rispettate alla lettera le intese di Boston.

Poi, dicono dalla banca, si penserà al piano di finanziamento. Non è un ostacolo di poco conto. Ecco perché non verrà DiBenedetto, ma arriveranno invece Mark Pannes, che si è occupato della ristrutturazione dei New York Knicks e Sean Barror, il manager che ha gestito l’acquisizione dei Celtics per conto di James Pallotta. A Boston si occupano di marketing sportivo, ma sono due fiscalisti. È assai possibile che lavoreranno per tentare di mediare con la banca. Per ora, non si dovrebbe temere la rottura. Contano i comunicati. Quello di Roma 2000 è stato chiaro. La holding ha annunciato che il 29 luglio si firma. È venerdì prossimo.

Difficile pensare che in pochi giorni possa saltare una trattativa così importante. A Trigoria sono ottimisti. Altrove, un po’ meno. L’affare non è ancora fatto. L’augurio di tutti è che lo sia tra cinque giorni.

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