E la squadra applaude Pizarro

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – C.Zucchelli) Entra in campo qualche minuto dopo i compagni. Appena qualche istante prima c’era stato il dubbio: «Ma Pizarro è in campo’». Mentre si cercava di capire, lui si è materializzato. Abbronzato, capelli corti, scarpini blu, sorridente, il Pek è apparso alle 10.41.

Accolto dagli applausi dei compagni. Ha salutato Luis Enrique e De La Pena poi, insieme al preparatore Rafael Cabanellas, ha iniziato a fare alcuni giri di campo. Durante uno di questi, è stato fermato da Taddei che se l’è abbracciato e baciato. Hanno riso. Così come hanno riso Mirko Vucinic (con Cassetti e De Rossi in particolare) e Jeremy Menez, due degli osservati speciali del primo giorno della Roma di Luis Enrique. Di loro si è detto – e scritto – tanto. A volte anche troppo. C’era chi li aspettava scontenti, malinconici, musi lunghi e poca voglia di essere a Trigoria. E invece, almeno in apparenza, si sono presentati al Bernardini con ben altro spirito. Hanno corso e sudato. Hanno toccato il pallone con la solita classe con cui sono abituati a farlo, hanno scherzato con i compagni, tutto sembravano tranne che due con i bagagli già fatti.

Quello che succederà in futuro nessuno può dirlo, potrebbero partire entrambi, solo uno o nessuno dei due, nelle prossime settimane si deciderà. Menez sembra il più indiziato ad andarsene, non fosse altro perché ha il contratto in scadenza tra dodici mesi, al contrario di Vucinic che invece è blindato fino al 2013. Il Psg di Leonardo lo vuole, ma passi ufficiali ancora non sono stati fatti. Lui andrebbe, ma resterebbe pure. Perché sotto quei capelli più lunghi del solito, sotto quel sorriso che negli ultimi tempi con Montella era diventato un miraggio, c’è il carattere di un ragazzo di 24 anni che è chiamato a vivere i mesi più importanti della sua carriera. Ha iniziato ad affrontarli nel modo giusto, anzi: è partito col piede giusto. Quello stesso piede che ieri non esitava a mettere durante la prima partitella senza porte a centrocampo. Ne sa qualcosa Cassetti, a cui ha tolto il pallone servendo poi Caprari. Proprio lui, che entrò al posto suo in Roma- Milan lasciandolo quantomeno perplesso. E perplesso sembrava fino a qualche ora fa anche Mirko Vucinic. Per adesso non si muoverà: ieri, soprattutto durante l’allenamento mattutino, Luis Enrique ci parlava spesso, anche se ancora non hanno fatto discorsi specifici sulla sua situazione. Lo ha detto in passato e lo ha anche ribadito: a lui piacciono i giocatori forti. E Mirko lo è. Se dovesse restare convinto e sereno come è apparso nel primo giorno a Trigoria (dove è uscito dal campo abbracciato da De Rossi) la Roma si ritroverà tra le mani un campione. Assoluto. Come Menez. E come Pizarro. Per cui quell’applauso dei compagni vale più di mille parole

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