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La Repubblica

Super Mou ha già perso i poteri: ora litiga per scuotere la Roma

Getty Images

La strategia è quella di cercare un'ostilità col gruppo per suscitarne una reazione, ma non sempre è detto che ottenga dei risultati

Redazione

Soltanto poche ore prima di vedere la sua Roma frantumarsi come una statua di ghiaccio, José Mourinho aveva sfidato il gelo di Bodø sfilandosi la tuta per mostrare il petto. Come Superman. Oggi quel gesto goliardico sembra una sfacciata sfida a un destino che ventiquattro ore dopo s’è preso una spietata rivincita. La parabola - racconta 'La Repubblica' - è una curva che sale fino al suo vertice, che nella carriera di Mourinho è stato probabilmente il triplete con l’Inter, ma che da quel punto in poi discende. Giovedì sera ha raggiunto finora il suo punto più basso. Mentre lo spogliatoio romanista ribolliva in un confronto accesotra i calciatori, senza l’allenatore a far da arbitro, José prendeva i resti della squadra, la divideva in due gruppi e davanti alle telecamere ne faceva a pezzi la metà.

Apparentemente, il tentativo di trovare un colpevole liberandosi della responsabilità della figuraccia. Chi lo conosce però pensa a una strategia diversa, la ricerca di ostilità col gruppo per suscitare una reazione. Funzionava con gente come Cambiasso e Stankovic, Maicon e Zanetti. Ma che succede se a esserne investiti sono ventenni senza storia? Certo non ha funzionato al Tottenham. Mourinho non ha avuto tutto quello che ha chiesto: ha avuto molto, però. José ha dato altrettanto? Qualunque giudizio sarebbe prematuro. Ma contro Napoli, Cagliari e Milan Mourinho ha una missione: scacciare l’ombra del fallimento dall’orizzonte suo e della Roma.