Roma e la “catastrofe” di Pallotta: senza stadio via tutti i big

O si aumentano i ricavi con lo stadio o si tagliano i fondi. Queste sono le alternative. I giallorossi rischiano di salutare Nainggolan, Strootman, Ruediger e Manolas

di Redazione, @forzaroma

James Pallotta non ha usato mezzi termini e ha definito “una catastrofe per la Roma” la questione stadio. Venerdì, la società, Parnasi e la giunta Cinquestelle s’incontreranno per discutere definitivamente la questione legata al nuovo impianto. A 5 mesi dal primo incontro con il presidente, il sindaco e il partito pentastellato ancora non si è presa una decisione. Tutto ciò è grottesco. Come riferisce La Repubblica, se Grillo confermerà il suo postulato – “Stadio sì, ma su un’altra area” -, sarà inevitabile la rottura totale. A Trigoria sperano che esistano margini per una discussione. Ma in caso di rottura, sull’amministrazione graverebbe un rischio enorme.

Se saltasse l’intero progetto, la società sarebbe pronta a fare una causa da 1 miliardo, cifra da accantonare subito a bilancio, facendo collassare il Comune. Pallotta, così, rivedrebbe inevitabilmente il suo coinvolgimento nel club. Lo ha detto lui stesso, nemmeno troppo tra le righe: “Se non ci fosse un esito positivo sarebbe catastrofico per il futuro della Roma, per il calcio italiano, per la Capitale e per i futuri affari in Italia”. Crollerebbero gli investimenti nel paese, nella città e quelli nella squadra. Così che le possibilità per la Roma di avvicinarsi ai ricavi della Juve, che attualmente la doppia o quasi, sarebbero da accantonare.

Le conseguenze sarebbero semplici: o si aumentano i ricavi o si tagliano i costi. In questa stagione Pallotta ha già versato 78 milioni di euro. L’alternativa, per far fronte ai fabbisogni del club, sarebbe la realizzazione degli “asset”, ossia la cessione dei calciatori, realizzando plusvalenze milionarie. La tentazione Inter per Manolas, già concreta, diventerebbe irrinunciabile. Ma a rischio sarebbero più o meno tutti i big: come sedersi a ritoccare il contratto di Nainggolan? Come soddisfare le richieste di Strootman? Come rinunciare a un’offerta per Rudiger? Come garantire una squadra competitiva a Spalletti?

Una vera e propria “catastrofe”, dalla quale il presidente Pallotta non ne uscirebbe come l’unica vittima. Le conseguenze di una rottura politica tra proponenti e amministrazione sul progetto Tor di Valle ricadrebbero a pioggia sulla Roma. Si potrebbe auspicare l’ingresso di capitali dalla Cina: contatti ce ne sono stati nel recente passato, ma sono morti quasi sul nascere. Nessun investitore entrerebbe in un club senza la certezza di poter aumentare i ricavi con lo stadio. Se Grillo insisterà sulle proprie posizioni, il futuro del Comune e della Roma stessa sarebbe un gigantesco punto interrogativo.

(M. Pinci)

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