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Il nuovo che avanza, giovani e italiani

(repubblica.it – A. Vocalelli) – Com’era prevedibile, è stato un turno favorevole alle grandi, che hanno reso ancora più netto il divario con il resto della compagnia.

Redazione

(repubblica.it - A. Vocalelli) - Com'era prevedibile, è stato un turno favorevole alle grandi, che hanno reso ancora più netto il divario con il resto della compagnia. Una marcia di avvicinamento alla prossima giornata, che imporrà alcuni scontri diretti - come Inter-Napoli e Roma-Fiorentina - e dunque qualche risposta ancora più significativa. Il quindicesimo turno ha comunque un significato preciso soprattutto per Cesare Prandelli, che ha avuto la conferma che questo campionato parla molto, ma molto, italiano. Certo, ha brillato ancora una volta il Napoli di Cavani - e non è una sorpresa - ma sono stati in particolare alcuni giovani cannonieri italiani a prendersi la copertina. Si sapeva di El Shaarawy, che continua a timbrare le sue prestazioni a suon di gol e così è stato anche nella felice trasferta di Catania.

Ma a fargli eco è stato stavolta Mattia Destro che  (complimenti per non aver avuto l'ipocrisia di non esultare come ormai fanno in tanti secondo un copione e un luogo comune) nella sua Siena ha firmato una doppietta che ha permesso alla Roma di dare continuità al suo campionato, con la terza vittoria consecutiva. Insomma, da El Shaarawy a Destro, con la certezza Balotelli e la grande speranza Insigne, la sensazione è che il calcio italiano stia vivendo davvero un momento magico per quanto riguarda i suoi giovani attaccanti. Talmente magico, forse, da far passare un po' sotto silenzio il pieno recupero di Alberto Paloschi, che ne ha fatti tre e merita l'augurio che i guai fisici siano finalmente alle spalle e il calcio italiano possa apprezzare compiutamente un altro suo straordinario e giovane talento. Sì, perché Paloschi, che pure è nel grande giro ormai da un po', deve ancora compiere 23 anni ed ha tutto, velocità con il pallone e con il pensiero, per essere finalmente un protagonista assoluto.

Insomma è un campionato che sta riscoprendo sempre più il talento degli italiani, che si stanno riappropriando di una vetrina che negli ultimi anni è quasi sempre stata destinata agli stranieri. E non è un caso che a timbrare il derby di Torino siano stati proprio due italiani, anzi due torinesi doc come Marchisio e Giovinco, come dire che questo è il tempo delle radici e, in prospettiva, dovrebbe tornare anche ad essere, sempre di più, il tempo dei vivai e dei nostri giovani. Chissà che la crisi non abbia almeno il merito di farci concentrare su ciò che abbiamo in casa e sotto gli occhi.