Il no di Grillo a Tor di Valle gela il fronte dei possibilisti e si allontana il sì allo stadio

Ore decisive per il progetto di Tor di Valle. Il Campidoglio vuole un taglio netto delle cubature ma è difficile che i proponenti lo accettino

di Redazione, @forzaroma

«Nessuno dice di no allo stadio della Roma. Diciamo di sì, ma in un’altra parte». Perché per Beppe Grillo Tor di Valle non è l’area adatta. Le parole del garante del M5S suonano come la bocciatura che i consiglieri non hanno ancora avuto il coraggio di pronunciare. Fino ad oggi, infatti, i 29 eletti grillini hanno lasciato parlare solo il capo. Il comico ieri sera sembra aver chiuso la porta a qualsiasi compromesso. Anche a quel piano B su cui, invece, il Campidoglio ha lavorato per settimane. La conferenza dei servizi si chiuderà il 3 marzo. La Raggi e il suo team si aspettano una proroga su richiesta dei proponenti As Roma e Parnasi per prendere fiato e tentare per l’ultima volta la carta della trattativa: nessuno a Palazzo Senatorio vuole rompere con i tifosi, per questo si punta ad una revisione della delibera Marino. Se ne parlerà domani nell’ultimo e decisivo vertice con la Roma. Chi lavora al caso stadio spiega che «Il club dovrebbe portare una controproposta. Speriamo riesca a soddisfare le condizioni poste dal Campidoglio». In questo caso si potrebbe arrivare alla scrittura di una delibera che, accanto alla riduzione delle cubature private, prevederà anche una riduzione delle opere pubbliche a carico dei costruttori e la Roma potrebbe finalmente stilare il progetto definitivo da portare in conferenza dei servizi. Un percorso a ostacoli. L’alternativa è già scritta: annullamento integrale della delibera Marino. Pista percorribile, però, solo dopo aver letto il parere dell’avvocatura capitolina sui possibili rischi che ognuna delle ipotesi sul tavolo potrebbe comportare. Tensione alta dunque, e nell’aria resta solo lo sfogo del presidente del municipio VIII Paolo Pace al telefono con chissà chi: «La fase dei meet up è chiusa, ora ci sono i portavoce, non quelle riunioni del c… non hanno capito che l’epoca dell’uno vale uno è finita». Dopo quella di Grillo, un’altra pietra tombale made in M5S.

(L. D’Albergo)

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