«Mental coach utile per migliorare»

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – D.Galli) – La statistica è nota. L’ha tirata fuori la roma24.it. Se le partite durassero solo 45 minuti, la Roma sarebbe prima con 55 punti.

Ma non è così, ovviamente, e la Roma di punti in classifica se ne ritrova undici in meno. All’opposto, calcolando le riprese come partite a sé, la Roma sarebbe terzultima. In piena zona retrocessione. Secondo il professor Alberto Cei, alla base della differenza ci sono dei «limiti mentali» più che caratteriali. Psicologo dello sport, Cei è però soprattutto, come si legge peraltro anche sul suo profilo Twitter, un esperto nell’ottimizzazione delle prestazioni sportive e manageriali. Un luminare del settore. L’uomo giusto, quello che meglio di tutti può spiegare i motivi di questo scarto di rendimento tra primo e secondo tempo. «Per la Roma parlerei di limiti mentali, più che caratteriali», spiega Cei a Il Romanista. «Noto la difficoltà a metabolizzare il tipo di gioco che vuole Luis Enrique, e quindi la fatica a mantenere quel livello di concentrazione per 90 minuti».

C’è chi accusa qualche giocatore di scarso impegno. Ma per Cei la questione è diversa. «Il fatto di correre per tutto l’incontro dimostra invece che l’impegno c’è. Manca semmai la finalizzazione. Il gol. E questo può essere pericoloso. È dimostrato che si segna di più proprio nei secondi tempi, anzi nelle ultime mezzore di gioco. Conducendo degli studi su scala europea, io stesso ho riscontrato che le reti decisisive si realizzano proprio in quel lasso di tempo. Quindi sono notevolmente avvantaggiate le squadre che tengono lo stesso livello di combattività per tutta la partita. Ricapitolando: l’impegno c’è, non ci sono però attenzione e combattività». La Roma ha però la fortuna di avere un mental coach come Tonin Llorente. Questo può aiutare parecchio, a detta di Cei. «È una figura importantissima – spiega il professore – proprio per riuscire a migliorare questi aspetti. Le faccio un esempio. Per vincere serve avere la convinzione di potercela fare fino al 90’. Non è sufficiente correre. Bisogna correre con la testa»

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