Buffon attacca magistrati e stampa

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – I.De Lillo) – «Sono deluso, arrabbiato.In Italia si sa tutto subito, a volte anche prima, è una vergogna».

Gigi Buffon e il polverone, parte seconda. Il portiere della Nazionale torna a parlare dal ritiro di Coverciano ma questa volta sembra meno sereno, specialmente ora che i pm sarebbero intenzionati a chiedergli spiegazioni sulle ultime dichiarazioni. La conferenza si apre subito con un attacco ai giornalisti: «Se è vero che gli inquirenti vogliono parlarmi dovete dirmelo voi. Tanto lo sapete prima voi. Ditemelo voi, che sapete tutto sempre prima degli interessati. Ho piena fiducia che un pm possa fare realmente giustizia. Non c’è niente di peggio che speculare sulla vita delle persone. Se una persona è talmente tarata, come è successo, che possa pensare che l’errore fatto con il Lecce in campionato sia perché avevo scommesso sulla partita, non c’è più niente da dire. Sono accuse che ti disarmano». Buffon ancora una volta non usa mezzi termini e mentre critica la fuga delle notizie, cerca di difendersi così: «Le persone perbene, con la coscienza a posto e senza scheletri nell’armadio, non possono dire quello che pensano. Andrebbe preservata la libertà di pensiero, però nella vita bisogna anche prendersi delle responsabilità, e io me le sono sempre prese. Frequentate il calcio da millenni ma poi avete la forza di fare certe paternali. Io non devo dire quello che volete voi giornalisti. Vi interessa solo mettere qualcuno alla gogna».

Ciò che in soldoni Buffon sembrava aver detto nei giorni scorsi con la frase «meglio due feriti di un morto», è che il biscotto, come il caso di Svezia-Danimarca dell’europeo 2004, fosse lecito. Ma il portiere tenta di spiegarsi meglio: «All’epoca non mi sono arrabbiato, ero solo stupito. Ci sono partite a fine stagione in cui a entrambe le squadre va bene un pari per ottenere la salvezza, ma cosa si pretende? Chi glielo spiega poi ai tifosi se retrocedi? Va fatto un distinguo tra comportamenti anche discutibili, ma non certo paragonabili a organizzazioni truffaldine, criminali». Ma alle parole di Buffon arriva puntuale la risposta del procuratore di Cremona Roberto Di Martino: «Se è a conoscenza di qualcosa di specifico si faccia avanti e lo ascolterò volentieri. Se si tratta di semplici commenti non mi interessa, una convocazione sarebbe superflua in questo momento nell’ambito dell’inchiesta cremonese sul calcioscommesse». Il portiere commenta poi il blitz della polizia a Coverciano: «Per Criscito non è certo stata una bella sveglia. Non l’auguro a nessuno. E anche lì alle 6 del mattino c’erano le telecamere, tanto per non spettacolarizzare l’evento. A Bonucci è arrivato l’avviso i garanzia, a Criscito no. Eppure mi sembra che la pagina del giornale sia stata la stessa per entrambi, è una vergogna». In questo clima pesante ci sono prospettive nere per il calcio italiano al dire del presidente del consiglio, e Buffon commenta: «Monti é una persona capace e di buon senso. Ma la risposta migliore credo sia stata quella del nostro presidente federale Abete. Certo, il punto in cui è adesso il calcio mi ha sorpreso. Mai avrei pensato ci si potesse spingere a tanto. Se si fermasse il calcio, l’80, 85% dei calciatori onesti sarebbe penalizzato». La giustizia farà il suo corso.

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