Stadio, si punta ad affondare il progetto

Stadio, si punta ad affondare il progetto

Oggi riunione tecnica: l’obiettivo adesso è spingere Pallotta a rinunciare

di Redazione, @forzaroma

La riunione è tecnica, ma la svolta è politica e punta a far sì che sia la Roma a sfilarsi entro l’estate dal progetto di Tor di Valle. Perché oggi negli uffici del dipartimento Urbanistica del Comune, all’Eur, nel primo vertice con il club dell’era post-Totti, il Campidoglio rinforzerà sulla questione stadio la linea stabilita dopo la batosta alle Europee. Si continuerà, cioè, a lavorare (e a litigare) sui contenuti della Convenzione urbanistica – il contatto che regola il rapporto tra i proponenti dell’opera e il comune -, ma con l’approccio rigido che rimanda ai territori e alle origini del Movimento. Quindi no alle speculazioni edilizie, sì all’impianto purché venga aperto non prima che tutte le opere pubbliche siano ultimate, riporta il Corriere della Sera.

Bocciata di fatto la richiesta della Roma che, avendo necessità di patrimonializzare in fretta, spinge perla posa del primo mattone e per tenere l’affare stadio totalmente scollegato dai tempi (lunghissimi) degli appalti per le opere pubbliche. Un muro contro muro che il Campidoglio ha deciso a tavolino con l’obiettivo di riconquistare il feeling con le periferie, adesso quasi tutte di marca leghista, con la consapevolezza che l’eventuale naufragio del progetto di Tor di Valle non andrebbe ormai ad incidere nel rapporto con la città romanista. Attesa una svolta che, attraverso il rigore sui contenuti della Convenzione, mira a mettere all’angolo la Roma e quindi a far collassare il progetto stadio entro l’estate. Ma senza fornire un diniego ufficiale che avrebbe comunque il senso della retromarcia: il no definitivo dovrà pronunciarlo Pallotta.

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