Roma, il disastro è totale. Garcia: “Non sono preoccupato”

La Roma ha segnato due soli gol nelle ultime cinque gare di campionato, in questo modo le partite non si vincono

di Redazione, @forzaroma

È finita la pareggite, ma non è una buona notizia per la Roma, che contro la Sampdoria rimedia la prima sconfitta in casa della stagione e ora si ritrova con un solo punto di vantaggio sul terzo posto della Lazio. Un incubo senza fine per la formazione giallorossa, a cui Rudi Garcia prova a dare una spiegazione. «Noi abbiamo giocato – le parole del tecnico francese – loro hanno segnato. Per un’ora non abbiamo avuto successo nelle giocate offensive, poi su un nostro errore abbiamo preso gol alla prima occasione su calcio d’angolo. Dovevamo recuperare ma siamo rimasti in 10 e questo cambia tanto, l’espulsione di Keita si poteva risparmiare». La Roma ha segnato due soli gol nelle ultime cinque gare di campionato, in questo modo le partite non si vincono. «È vero che gli attaccanti sono meno prolifici, ma non sono preoccupato: finché abbiamo delle occasioni vuol dire che produciamo gioco. Bisogna essere più cattivi e incisivi, solo in questo modo i gol arriveranno. Nel primo tempo abbiamo avuto tante occasioni, abbiamo fatto movimento con tanti giocatori, poi in svantaggio non abbiamo trovato le soluzioni: anche sullo 0-2 la partita non era finita, abbiamo giocato tre giorni fa e alla fine la stanchezza si è fatta sentire». La squadra è uscita tra i fischi del pubblico. «Bisogna saper perdere dignitosamente, ma in campionato non è perso nulla. È vero che ci sono squadre che si sono avvicinate ma già da domenica dobbiamo provare a riprenderci i punti persi. La Lazio? La preoccupazione maggiore è l’Europa League, non serve a niente guardare i risultati degli altri. Dobbiamo ritrovare l’incisività da subito perché giovedì c’è una gara: il nostro obiettivo ora è passare il turno in Europa League per fare contenti i tifosi. Bisogna vincere, l’unica cosa da fare per ripartire». Al centro della contestazione della tifoseria sono finiti soprattutto Pjanic Gervinho, calciatori che dovrebbero far fare alla squadra il salto di qualità. «È normale aspettarsi molto dai giocatori con talento, loro devono risolvere la partita quando c’è l’opportunità».

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