Piano con l’euforia, bisogna migliorare

di Redazione, @forzaroma

(Corriere della Sera – B.Tucci) Tifoserie a mille per Roma e Lazio dopo le vittorie nella prima giornata di campionato. Il pessimismo dei giorni scorsi è stato spazzato via dalle vittorie che giallorossi e biancazzurri hanno ottenuto a Livorno e all’Olimpico. Tutti risolti, quindi, i problemi che avevano assillato i due mister e mandato in tilt gli appassionati delle squadre care al presidente Claudio Lotito e al presidente James Pallotta? Assolutamente no. Se scrivessimo che tutto va bene madama la marchesa, faremmo un pessimo servizio e non gioverebbe a nessuno un atteggiamento così entusiastico. Perché sia a Roma che a Livorno, alcune pecche evidenti sono state ben individuate dai tecnici che le dovranno studiare e risolvere. Innanzitutto un dato: mentre la Lazio ha disputato un primo tempo brillante e aggressivo; la Roma, al contrario, nei primi quarantacinque minuti, ha dormito abbondantemente, deludendo la gente che aveva voluto seguire la squadra fino in Toscana.

Nella seconda parte, è successo l’esatto contrario: i biancazzurri hanno rischiato di essere raggiunti dall’Udinese perché provati fisicamente e senza più idee; i giallorossi, invece, hanno innestato la quarta dominando in lungo e in largo il match. Così, sono venuti i gol di De Rossi (non segnava da mesi) e di Florenzi che hanno messo definitivamente a tacere il Livorno. Èproprio su questa duplice faccia di Lazio e Roma che Petkovic e Garcia dovranno lavorare. Il mister di Formello dovrà risolvere una volta per tutte la questione centrocampo, stabilendo se è meglio far giocare Ledesma e Biglia insieme; oppure se è preferibile alternare i due giocatori. Inoltre, lì davanti, la situazione è ancora complessa. Klose non riesce a fare tutto da solo. Ha chiaramente bisogno di essere affiancato da un’altra punta di peso.

Ora, il mercato è agli sgoccioli, si chiude fra meno di una settimana. Lotito non dovrà più temporeggiare, se desidera davvero che la Lazio sia competitiva sia in Europa che in campionato. Stesso discorso (con alcuni varianti) per la Roma, la cui società è ancora prigioniera di situazioni che stentano a sbrogliarsi. Quale sarà il destino di Borriello? Andrà via o sarà il centravanti della squadra in attesa che Destro rientri a pieno titolo nella rosa? E al posto di Lamela, che emigrerà in Inghilterra, arriverà all’ombra del Colosseo nel gruppo guidato da Rudi Garcia? Ljajic? Insomma, diamo a Cesare quel che è di Cesare: può un giovane allenatore pilotare un gruppo che varia di settimana in settimana? Che cosa si pretende da lui se non sa nemmeno quali e quanti giocatori avrà a disposizione? Per dirla più chiaramente: direttore sportivo Walter Sabatini, sfogliare la margherita non si può più. E’ tempo di agire: bene ed in fretta. Altrimenti, i tifosi sapranno a chi addossare le maggiori responsabilità.

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