La Roma sente la Champions e si scatena con il Chievo. Resta aperto il caso Kolarov

La Roma sente la Champions e si scatena con il Chievo. Resta aperto il caso Kolarov

In 18 minuti i giallorossi si sono trovati sul 2-0. Il terzino serbo segna e fa l’inchino ai tifosi

di Redazione, @forzaroma

La Roma non torna sul luogo del delitto e, dopo i tanti punti sprecati contro le pericolanti (due con il Chievo all’andata e con il Cagliari; tre con Spal, Udinese e Bologna) fa il suo dovere e porta a casa tre punti dalla trasferta di Verona, contro un Chievo che è sembrato già in serie B, come riporta il Corriere della Sera.

In 18 minuti i giallorossi si sono trovati sul 2-0, mandando in gol per una volta gli attaccanti: prima El Shaarawy, all’ottavo centro in campionato, e poi Dzeko. Due gol venuti da chiare distrazioni dei veneti — Frey resta indietro un giro e non fa scattare il fuorigioco; Hetemaj si fa beffare in area dal rientro del bosniaco verso il centro—ma la differenza nel calcio è quasi sempre questa. Il terzo gol a inizio ripresa, di Kolarov, ha chiuso definitivamente la partita.

L’inchino che il terzino ha rivolto a chi lo insultava non ha certo migliorato la situazione, visto che i cori si sono intensificati. Kolarov ha segnato 6 gol in campionato, che per un difensore sono tantissimi, e come ha detto Di Francesco alla vigilia «ha giocato per un mese e mezzo con un piede rotto, non facendo mai mancare il suo impegno». È più importante il rendimento in campo o il rapporto con la curva? Di sicuro se Kolarov gioca bene, la Roma spesso decolla.

La maggiore qualità della Roma è stata chiara fin dall’inizio e Dzeko (gol, assist per Kolarov, traversa centrata e altro assist per El Shaarawy che ha colpito il palo) ha catalizzato la manovra offensiva. Giocare con altri due attaccanti veri lo aiuta sicuramente a produrre più gioco.

Lo stato di tensione tra squadra e ultrà (“Solo col Chievo, vincete solo col Chievo” hanno cantato alla fine, fischiando il tentativo di saluto dei giocatori a centrocampo) può essere invece un handicap pesante da qui alla fine della stagione. Chissà se giocare una grande partita contro il Porto, martedì sera all’Olimpico, e andare avanti in Champions potrebbe aiutare. L’impressione non è così ottimistica.

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