Fonseca e il tabù delle due punte. Dzeko e Borja così valgono meno

Roma: il bosniaco non rende entrando dalla panchina, Mayoral si sente sotto esame

di Redazione, @forzaroma

Sotto di un gol dal 13’; facendo giocare Cristante in una posizione “alta” che non ricopriva dai tempi dell’Atalanta; in assenza di Pellegrini, Pedro e El Shaarawy. È difficile pensare a una situazione più adatta di quella in Juventus- Roma per provare a giocare con il doppio centravanti, scrive Luca Valdiserri  sul Corriere della Sera.

Ma Paulo Fonseca, sabato sera, non l’ha fatto. A fine partita, il tecnico portoghese – che ha conquistato 3 punti su 21 disponibili nei sette big match contro Milan, Inter, Juve (due volte), Lazio, Napoli e Atalanta – ha chiarito la decisione: “Non ho messo Dzeko e Mayoral insieme perché la squadra non è pronta per giocare così“. Più un dogma che una spiegazione, anche perché giocare con due punte (e un trequartista, a Torino poteva benissimo farlo Mkhitaryan) è patrimonio comune di tutte le squadre del mondo. Ma non per Fonseca, che ha schierato insieme Dzeko e Mayoral soltanto per 20’ nel derby, bocciando poi la soluzione. Eppure lo spagnolo era entrato sul 3-0 per la Lazio e la partita è finita con lo stesso risultato. I danni, quindi, erano stati fatti sicuramente prima e non dopo.

A Dzeko non piace (eufemismo) partire dalla panchina. Per caratteristiche fisiche ma anche psicologiche il suo rendimento come subentrato cala precipitosamente.  Mayoral ha sfruttato bene le sue chance con Spezia e Verona in campionato (tre gol e un assist) ma è andato in difficoltà contro Chiellini e Bonucci. Non si può bocciarlo per una partita storta (la Roma ha comunque perso 11 delle ultime 12 partite allo Juventus Stadium) ma fin da domenica prossima si apre il ballottaggio con Dzeko per chi partirà dal primo minuto. E sentirsi sempre sotto esame non è una situazione confortevole.

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