Florenzi, gol e abbraccio alla nonna «Ha 82 anni, voleva il mio saluto…»

Il gesto del centrocampista giallorosso dopo il gol ha commosso tutti.

di finconsadmin

La scalata degli spalti per abbracciare una persona cara non l’ha inventata Alessandro Florenzi ma Pat Cash, nel regno del tennis (Wimbledon 1987). C’erano, però, tre grandi differenze: 1) Cash era andato a baciare la moglie (una top model norvegese, ma poi è finita male) e non la nonna; 2) la partita era finita e invece «Flo» ha dovuto fare la strada indietro a tutta velocità; 3) non c’era un arbitro con il cartellino giallo ad aspettarlo. 
Ha detto bene Rudi Garcia: «Alessandro pagherà una multa, ma lo farà volentieri. È stata un’immagine bellissima, che fa bene al calcio. La nonna sembrava davvero felice». La nonna si chiama Aurora, ha 82 anni, fa parte di quella che Alessandro ha chiamato «una famiglia pallonara» e all’Olimpico non ci aveva mai messo piede. «Ho sbagliato un gol in Nazionale — è il racconto di Florenzi — e lei mi ha detto che sarebbe venuta a vedermi, per la prima volta, e che avrei segnato. Si è fatta una scarpinata… Le avevo promesso che sarei andato a salutarla e ogni promessa è debito».

 


Nonna Aurora si aspettava un abbraccio a fine gara, non quell’esplosione di entusiasmo davanti a 40 mila spettatori, più tutti quelli davanti alla tv. Una scenetta che è piaciuta molto e che consolida una fama di bravo ragazzo: «Vorrà dire che adesso avrò qualche tifoso in più tra le nonne di tutt’Italia». 

Alessandro Florenzi è stato il capitano della Roma campione d’Italia Primavera, nel 2011, quando battè in finale il Varese allenato da Devis Mangia. Ha fatto tutti i gradini della scala, non ha trovato la pappa pronta: ha giocato in serie B, a Crotone, facendo anche il terzino perché la squadra era in difficoltà e lui era l’ultimo arrivato. Ciro Ferrara, c.t. dell’Under 21, lo convocò per questo. È tornato a Roma, si è guadagnato il suo spazio e resta uno dei meno pagati di tutta la rosa. 


È difficile che «Flo» abbia lanciato una moda. Per quello ci sono le esultanze con il pallone/pancione, i cuoricini e i balletti. Però la multa la pagherà volentieri e quella corsa ad abbracciare la nonna, a suo modo, resterà nella storia del pallone. 

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