Destro riscalda la Roma. Per un giorno a meno 5

di finconsadmin

(Corriere della Sera-L.Valdiserri) Garcia’s way. Settantasei punti, 17 marcatori diversi, 10 vittorie in trasferta, 12 punti sul Napoli e un posto in Champions ormai sicuro, la stessa naturalezza nel giocare con il possesso palla o in contropiede. Ma, soprattutto, la creazione di un gruppo che non ha più paura di nulla e la crescita di quasi tutto il parco giocatori. Può darsi, anzi è probabile, che i numeri non portino alla Roma nessun trofeo, in questa stagione. Il «valore aggiunto» apportato dal suo tecnico, però, è oltre ogni previsione.

 

La Roma non vinceva a Cagliari dal 1995, ma questo è solo uno dei tanti tabù violati in questa stagione. In mancanza di Totti, in panchina per un problemino muscolare, si è preso la scena Mattia Destro, che ha segnato una tripletta (la prima in serie A), battuto il suo record di gol (13 in sole 18 presenze, al Siena ne aveva segnati 12 due stagioni fa) e lanciato un messaggio forte al c.t. Prandelli in vista del Mondiale.

 

Destro, che segna un gol ogni 83 minuti, è un esempio lampante di Garcia’s way. Il tecnico gli fa vedere video di Suarez, Higuain e Tevez per chiedergli i miglioramenti (fase difensiva, pressing, rifiuto quasi fisico della sconfitta) per diventare un centravanti di primo livello. Un lavoro per l’oggi e per il domani.

 

La Roma, abituata al possesso palla, ieri ha colpito con le ripartenze: tre su tre, chirurgiche. Nainggolan è stato decisivo sui primi due gol. Gervinho è entrato da protagonista nell’1-0 e nel 3-0. Ieri pomeriggio i giallorossi avevano la possibilità di mettere pressione alla Juventus, facendola dormire una notte con un vantaggio (+5) importante ma non più oceanico. Era una responsabilità in più, portata a termine con efficacia e personalità. Peccato solo per i tre diffidati ammoniti (Pjanic, Destro e Florenzi, che salteranno Roma-Atalanta) e soprattutto per l’infortunio muscolare, nel finale, di Benatia. Oggi gli esami medici, si teme uno stop di 2/3 settimane.

 

Il Cagliari ha provato a resistere con l’aggressività: Daniele Conti, svillaneggiato a lungo dagli ultrà romanisti, ha acceso la miccia con un colpo maligno a Pjanic, non visto (come altro) dall’arbitro Massa. Lopez (esonerato in serata da Massimo Cellino che ha richiamato Pulga: «Avrei voluto evitarlo, ma Lopez mi ha costretto») ha cercato di bloccare De Rossi con una marcatura a uomo di Cossu e ha preferito i muscoli di Pinilla e Nené alla velocità di Ibarbo, sbagliando. Ma il dislivello tra le squadre della serie A, ormai, rende scontato il 75% delle partite del campionato. Fa ancora più male, però, vedere i rossoblù, una squadra storica che ha vinto anche uno scudetto, giocare dentro un cantiere. Dopo il 3-0 della Roma la curva degli ultrà ha iniziato a dileggiare il presidente Cellino, in partenza per Leeds. Chi prenderà il suo posto deve, per prima cosa, preoccuparsi dello stadio. Cagliari e i tifosi del Cagliari meritano rispetto.

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