Il caos dei biglietti. Ma chi se ne occupa?

di Redazione, @forzaroma

(repubblica.it -F. Bianchi) – Che brutte immagini a San Siro, centinaia di tifosi dell’Inter, alle ore 18, bloccati davanti ai botteghini: colpa dei biglietti nominativi, di una burocrazia che ti fa passare la voglia di andare allo stadio. Già era successo in Coppa Italia col Cittadella. Provvedano i club, si dia da fare l’Osservatorio: che dice il ministro Alfano? Beh, forse ha altre grane, e dei tifosi non si preoccupa. Ma continuando così non stupiamoci se siamo anni luce da Bundesliga e Premier League. Il calcio piace, ma non si devono scoraggiare i suoi clienti. Nonostante i soliti problemi, quest’anno sono in crescita gli abbonamenti. Ecco i dati della prima giornata: Sampdoria 19.012 (18.500 lo scorso anno). Verona 15.835 (lo scorso anno in B erano 8.500). Parma 9051 (6.780). Torino 8.600 (7.300). Inter 27.474 (22.400). Napoli: 39.632 spettatori totali, non comunicati gli abbonati. Livorno 6.188 (1.975 in B). Cagliari: niente abbonati, si vedrà quando giocherà al Sant’Elia. Lazio 20.042 (17.500). La Fiorentina, che ha giocato in serata col Catania, ha superato ampiamente quota 22.000, 10.000 in più dello scorso anno. Insomma, non rendiamo la vita difficile ai tifosi perbene.

 

Macalli, la bande criminali e gli stadi senza barriere
A tutto campo Mario Macalli, presidentissimo della Lega Pro, ai microfoni di Radio Rai: “E’ una stagione importante per l’avvio della riforma. E’ una riforma non solo sportiva, ma di nuove regole, unica con norme certe per il controllo finanziario dei club. Sarà un campionato molto combattuto. Noi siamo una Lega seriamente impegnata nell’assicurare che le bande criminali che truccano le partite siano lasciate lontane dal terreno di gioco”. Non lo spaventano i calciatori che minacciano lo sciopero: “Di cosa si discute, di risorse private? Decideranno i presidenti il 29 agosto”. E’ felice per il progetto stadio senza barriere: Castel Rigone -siepi e fiori al posto di barriere metalliche -e poi L’Aquila, Pavia, Cremona, Catanzaro, Martina Franca, Perugia. “Questa è la Lega Pro, grande calcio e grandi valori- ha concluso Macalli- gli altri parlano e noi facciamo”.

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