Un anno dopo: Monchi sfida la “sua” Roma… che non c’è più

Un anno dopo: Monchi sfida la “sua” Roma… che non c’è più

Degli acquisti dello spagnolo solo Kolarov e Kluivert sono sicuri di un posto nella doppia sfida. Cristante ci sarà all’andata per la squalifica di Veretout e i problemi di Diawara

di Marco Prestisimone, @M_Prestisimone

Quante cose possono cambiare in un anno? Tante, quasi tutte, sarebbe la risposta se la domanda fosse posta a Gianluca Petrachi. Fino all’8 marzo scorso il direttore sportivo della Roma era ancora Monchi: 370 giorni dopo lui e i giallorossi si ritroveranno negli ottavi di finale di Europa League. Ma guardando in campo, lo spagnolo non riconoscerà praticamente nessuno degli acquisti portati da lui nella capitale. Perché a Petrachi è stato dato il compito di rimediare ai disastri, in particolare sul bilancio, del predecessore. Il risultato più tangibile sono i nuovissimi sei undicesimi con cui la Roma con ogni probabilità giocherà a Siviglia: Pau Lopez, Spinazzola, Smalling, Mancini, Mkhitaryan e Carles Perez. E solo perché Veretout è squalificato e Diawara difficilmente disponibile per l’andata, perché altrimenti il numero sarebbe stato ancora più alto.

E MONCHI?Kolarov, Cristante, Kluivert e Under: sono questi gli unici quattro giocatori che potrebbero sfidare l’uomo che li ha portati a Roma. I primi tre sono praticamente certi di un posto: il serbo tra alti e bassi è uno dei leader del gruppo, l’ex Atalanta sarà titolare ma per mancanza di alternative. Justin invece perché non sta tradendo le aspettative di Fonseca. Un po’ quello che invece ha fatto Cengiz (la cui trattativa fu intavolata però da Massara), che solo con la Lazio e a Cagliari ha dato segnali incoraggianti. Nei sedicesimi è toccato sempre a Perez e tutto fa pensare che sarà così anche in Spagna, dove Carles è cresciuto. Ma quello con più responsabilità di tutti sarà capitan Dzeko, un regalo di Walter Sabatini. Chi avrebbe voluto esserci volentieri è Nicolò Zaniolo, unico grande vanto della gestione del d.s. ora tornato al Siviglia.

L’EREDITÀ DI SABATINI – Una trasformazione – o “rivoluzione” a sentire Petrachi – che non era invece avvenuta l’anno precedente nel passaggio da Sabatini a Monchi. Basti pensare che nella storica partita contro il Barcellona in Champions League, degli acquisti dello spagnolo c’erano soltanto Kolarov e Schick, col secondo che adesso è diventato la più grande speranza di incasso per la Roma che verrà. Con Alisson, Manolas, Strootman, Nainggolan, El Shaarawy (ma anche Salah l’anno precedente) tutta farina del sacco di Sabatini. Tutti diventati plusvalenze da oltre 200 milioni per il club. E rimpianti per i tifosi.

 

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