Tachtsidis, lampi di luce

di Redazione, @forzaroma

(di Giovanni Gallo) La prestazione c’è stata. Tachtsidis ha fatto la sua partita con i soliti difetti, ma le cose buone, i lampi di luce ci sono stati. Nel momento della sostituzione ha creato il dubbio tra i tifosi (la cosa più importante), indecisi se applaudire o meno. Il preconcetto ormai è forte e giustificato, solo il tempo e le prestazioni potranno dare conferme.

 

Il primo gol della Roma è stato fulmineo: al 7 minuto punizione di Totti, la palla arriva sulla testa del greco che rimbalza davanti al portiere (per la cronaca Castan accompagna dentro il pallone) della Fiorentina. 1-0, esplode l’Olimpico e dedica sulla maglietta, incomprensibile per i più che aspettavano la classica scritta ‘epica’ di rivincita. La squadra di Zeman ha trovato più verticalità nelle idee e nel gioco, l’emblema al 56’: Destro non impatta un cross pennellato dalla sinistra di Tachtsidis, preciso come pochi. E pensare che 5 minuti prima aveva sbagliato un semplice appoggio in profondità sulla destra. Questo è Tachtsidis. Da ieri è visto in modo diverso, forse anche perché Zeman non si ostina a tenerlo in campo 90 minuti e fa entrare De Rossi al 63’, o lo farà stare in panchina il prossimo turno. L’elasticità a centrocampo fa bene e elimina i mugugni di tutti, dagli addetti ai lavori ai tifosi.

 

Non è mancata quella grinta agonistica vista nel pre-campionato e assente nelle partite che contano. Sottinteso che essere ammoniti o espulsi per eccesso di foga sarebbe meglio evitarlo, ma in questo caso è segno di vita attiva. Al 22’ il gioco si ferma per qualche minuto perché Pjanic finisce a terra e viene pestato sul polpaccio da Oliveira: mischia e strattonate, in prima fila Tachtsidis  fa sentire le sue ragioni in difesa del compagno, sarà ammonito. E dalla curva qualcuno grida “Menajeee!!”, non sarà politicamente corretto, ma diventa un segno di appartenenza verso il giocatore: è un inizio.

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