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Stadio Roma, si riunisce la Commissione Trasparenza: le dichiarazioni della seduta

Le parole dei partecipanti alla video conferenza

Redazione

La Commissione di Controllo, Garanzia e Trasparenza si è riunita in video conferenza per valutare i profili di conoscibilità e trasparenza sul "Progetto Stadio" e l'intervento di trasformazione dell'area "Tor di Valle - Stadio della Roma".

Queste le principali dichiarazioni della seduta, durata due ore e mezza e iniziata con le richieste di Davide Galasso, dell'Osservatorio Stadio della Roma: “Vogliamo fare alcune richieste alla commissione trasparenza e alle amministrazioni. L'Osservatorio, organismo abilitato con il gruppo di lavoro tecnico di Roma Capitale che controlla e migliora le difficoltà del progetto stadio, ha come finalità quelle di valorizzare gli aspetti positivi, modificare i negativi e lavorare per cittadini. Chiediamo alla Commissione di Controllo se abbiano potuto fare ostensioni su quanto discusso nella due diligence. L'Osservatorio ha avuto delle interlocuzioni con l'amministrazione capitolina, ma non sappiamo se le proposte siano state prese in considerazione. Chiediamo, inoltre, che venga formalizzata la presenza di terze parti nell'organismo di vigilanza e che sul tema della partecipazione, riguardante le azioni per favorire il coinvolgimento delle associazioni, ci sia un fatto reale e non solo formale. Chiediamo infine alla commissione di essere parte arriva per sollecitare gli organi competenti affinché le nostre proposte siano prese in considerazione”.

Successivamente è stata la volta di Anna Maria Bianchi, presidente dell'associazione “Carte in regola”: “Pur essendo rispettosi delle decisioni che verranno prese, siamo contrari al progetto stadio in funzione dell'equilibrio economico. Sindaca e assessori hanno precisi doveri: informazione e trasparenza su punti poco chiari, come le piste ciclabili come vie di fuga dello stadio, l'allargamento della via del Mare e la contemporaneità dell'apertura di stadio e infrastrutture per la mobilità, come sottolineato dal Politecnico di Torino. Molte di queste opere dipendono dal comune”.

Così invece il consigliere comunale Stefano Fassina: “Vorrei sapere le ragioni della segretezza sugli atti e sui documenti per un'opera che dovrebbe rispondere all'interesse pubblico. Vorrei che siano rese pubbliche la due diligence e la bozza di convenzione. Vorrei capire come sia stato sciolto il nodo del potenziamento del trasporto ferroviario. E poi chi è il proponente? Prima era una società che controllava la Roma, oggi chi?”.

A rispondere alle domande poste è stata l'architetto Cinzia Esposito: “Di due diligence ce ne sono due, una collegata alla mobilità fatta dal Politecnico di Torino, un'altra collegata alla procedura amministativo-tecnica fatta dal dipartimento dell'urbanistica. Quest'ultima è stata distribuita ai consiglieri capitolini, non è stata diffusa pubblicamente perché non è previsto che ciò avvenga. Con proponente si intende 'Eurnova' e 'AS Roma': abbiamo già chiesto chiarimenti, la delibera su Eurnova non è mai stata annullata”.

Dopo un intervento della consigliera Cristina Grancio, che ha evidenziato il contrasto tra la due diligence e l'avvocatura, oltre all'arrivo in aula della variante urbanistica senza il declassamento, relativo alla sicurezza della zona, da R4 a R2 (“Per noi non può arrivare prima”, la risposta della Grancio), ha parlato l'ingegnere Roberto Botta. Queste le sue dichiarazioni: “La due diligence sul quadro infrastrutturale, a carico del proponente, è stata fatta dal Politecnico già anni fa. Troverete gli obblighi dall'amministrazione di Roma Capitale e Roma Città Metropolitana nella proposta di convenzione appena sarà disponibile”.

Così lo stesso Botta sul nodo del potenziamento del trasporto ferroviario: “Gli interventi per lo stadio sono sempre a carico del proponente. Lo schema deve essere approvato dalla Regione Lazio. Lo stadio non si apre se il quadro infrastrutturale non è definito in ogni suo aspetto e quindi in grado di garantire i flussi di persone. La Regione deve approvare l'accordo e firmarlo: è un percorso che sta andando avanti, una trasformazione urbana particolarmente complessa. Sull'esondabilità del territorio ci sono delle opere che il proponente dovrà fare per la messa in sicurezza degli aspetti idraulici”.

Dal punto di vista economico, l'architetto Esposito ha garantito, rispondendo alla consigliera Monica Montella, che non ci saranno spese sostenute dal Comune di Roma. Botta ha invece specificato sul proponente: “Eurnova e AS Roma hanno sottoscritto l'istanza di realizzare lo stadio a Tor Di Valle. In questo periodo abbiamo registrato sia per comunicazioni formali, sia dagli organi di stampa, una certa mutevolezza degli aspetti societari del proponente: noi abbiamo già chiesto riguardo al nome effettivo dell'interlocutore attuale, e se lui ha tutti i requisiti. Non abbiamo informazioni privilegiate, ma abbiamo sempre interloquito con Eurnova e AS Roma. L'ultimo confronto risale a luglio-agosto, poi la Roma ha cambiato proprietario. Dobbiamo tener conto pure del fatto che la Roma è quotata in borsa. Siamo in una fase in cui ancora si devono determinare soggetti e ruoli”.

Alla fine della riunione, l'ingegner Botta ha chiarito che il trasporto ferroviario per almeno la metà dei tifosi che andranno allo stadio è rimasto un obiettivo sine qua non: “Non abbiamo voluto esaminare nessuna ipotesi subordinata”.