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Spartà (dir. Roma Channel): “Il passaggio di proprietà è stato un grande stimolo per noi”

Nuova puntata della rubrica che cerca di andare nel “dietro le quinte” di Trigoria, facendo conoscere le varie persone che lavorano al “Fulvo Bernardini”: oggi è la volta di Alessandro Spartà, direttore di Roma Channel, la tv giallorossa

Redazione

Nuova puntata della rubrica che cerca di andare nel “dietro le quinte” di Trigoria, facendo conoscere le varie persone che lavorano al “Fulvo Bernardini”: oggi è la volta di Alessandro Spartà, direttore di Roma Channel, la tv giallorossa

1.    Da quanti anni lavori a Roma Channel?

Dagli esordi, cioè dal 27 settembre del 2000: era il compleanno di Totti e il primo giorno di vita del canale, un progetto che nacque per volontà di Franco Sensi e che portò molto fortuna… la Roma in quella stagione vinse infatti lo Scudetto. 2.    Ci racconti il tuo percorso professionale e quello all’interno del canale? Ho iniziato con le telecronache nelle televisioni locali, dopo aver frequentato il corso di giornalismo del “Piccolo Gruppo”. Quando ho iniziato a Roma Channel ero sicuramente l’ultima ruota del carro. Ho esordito con le cronache del settore giovanile e con gli speciali dedicati ai Roma Club. Nel 2004/2005 sono diventato caporedattore e dalla prima stagione di Spalletti, nel 2005/2006, iniziai con le telecronache della Prima Squadra. Nel 2007, poi, sono diventato Direttore del canale sostituendo Giorgio Martino, che considero il mio “padre” giornalistico: lo ringrazierò sempre per i suoi insegnamenti. Da un anno a questa parte c’è stato questo cambio epocale a livello di proprietà ed è stato sicuramente un grande stimolo per tutti noi. La nuova Società ci ha infatti dato la sensazione di poter crescere sempre di più. 3.    Il cambio di ruolo da giornalista a Direttore com’è stato? Non c’è stato un impatto traumatico con i miei colleghi, perché in realtà essendo caporedattore avevo già un ruolo di organizzazione. La nostra redazione si fonda sul massimo rispetto, nonostante io sia molto giovane per essere un direttore. Essere così vicini anagraficamente è comunque anche un vantaggio, perché tutti quelli che lavorano con me non sentono il distacco generazionale che c’è di solito in questi casi. Qui possono tutti far valere la loro posizione, ovviamente mantenendo però anche il rispetto per il mio ruolo: il rapporto tra noi è eccezionale. 4.    Ci racconti la tua giornata di lavoro? Nel corso del tempo è cambiata molto. Attualmente mi vedo qui a Trigoria con la redazione alle 10:30, studiamo la giornata a livello editoriale e comunichiamo le novità agli studi di via Salaria. Dalle 14, poi, durante la stagione iniziano le dirette e si prosegue fino alle 20. Quest’anno, per esempio, c’è stata la novità degli allenamenti “live”, con continui collegamenti dal campo di Trigoria. Questa diretta è stata molto apprezzata dai nostri abbonati e anche dagli addetti ai lavori delle radio locali, realtà che io considero molto importante nel nostro ambiente. 5.    Qual è stata la più bella telecronaca della tua vita? Devo necessariamente prendere in considerazione entrambe le fasi della mia carriera. Per il periodo in cui mi occupavo di settore giovanile è sicuramente Roma-Juventus, semifinale scudetto della Primavera giocata nel 2005 e che poi ci portò alla finale che vincemmo. Battemmo i bianconeri 1-0 e feci una chiusura di collegamento fin troppo colorita. Per quanto riguarda la Prima Squadra, invece, devo citarne due: Inter-Roma 2-3 del 2005/2006, con pallonetto di Totti a Julio Cesar e Real-Madrid Roma 1-2 del 2008. 6.    E quella più difficile? La purtroppo famigerata Manchester-Roma, perché non era certamente facile commentare una situazione di quel tipo. Anche Lecce-Roma di questa stagione ha rappresentato un momento molto particolare per una telecronaca e devo ammettere che venne molto male: non è facile criticare i calciatori in simili circostanze. 7.    La cosa più curiosa che ti è capitata in diretta? È legata a Cassano. Era il ventisettesimo compleanno di Francesco Totti e Antonio entrò in diretta a sorpresa, con tanto di ciabatte ai piedi. Fu divertentissimo, arrivò da Francesco per tirargli le orecchie e per fargli gli auguri. Mi spiazzò, ma fu una delle scene più divertenti in studio. 8.    I calciatori con cui hai stretto il miglior rapporto? Non vorrei sembrare banale, ma sono Totti e De Rossi. Con Francesco ho instaurato un rapporto molto particolare, soprattutto dal 2003 quando abbiamo fatto una tournée in Messico. È sempre stato disponibile, nelle interviste e negli speciali a lui dedicati: non abbiamo rapporti fuori da Trigoria, ma qui sul lavoro mi ha sempre dimostrato di essere una persona eccezionale. Daniele, invece, l’ho seguito dalla Primavera e sono cresciuto assieme a lui professionalmente. Provo grande affetto nei confronti suoi e della sua famiglia, soprattutto per il papà Alberto De Rossi. 9.    La tua intervista più difficile? La ma intervista più difficile fu con Tavano, a causa della sua timidezza. Dava risposte molto concise. Su 27 minuti di intervista, ho parlato io quasi per 24 minuti! 10.  L’intervista che vorresti fare fuori dal mondo Roma? Sono molto appassionato di sport americani e mi piacerebbe moltissimo intervistare sia Tom Brady, il quarterback dei New England Patriots, sia uno dei più grandi campioni del basket di tutti i tempi, Michael Jordan.

FONTE: asroma.it