Roma all’Opa texana con il giallo dei conti

Per lo scorso esercizio la società stima un patrimonio netto consolidato negativo per -242,5 milioni. Questo significa che ci vorrebbero almeno 242,5 milioni per riportare il capitale effettivo a zero

di Redazione, @forzaroma

Meno 6,54 per cento. È il calo in Borsa delle azioni dell’As Roma nel giorno di avvio della mini-Opa di Friedkin, il nuovo proprietario texano che il 17 agosto ha rilevato la maggioranza 86,6% da James Pallotta per 63,4 milioni di euro, corrispondente a un valore per l’intero capitale (equity value) di 73,25 milioni. Friedkin ha versato a Pallotta una somma totale di 199 milioni, cifra che comprende anche altre voci come lo stadio e il rimborso ai soci degli investimenti. Il cda il 7 ottobre ha diffuso dati preliminari per l’esercizio al 30 giugno 2020 e ha comunicato che per questo esercizio c’è un fabbisogno finanziario “stimato in 140 milioni”. Per lo scorso esercizio la società stima una perdita consolidata di -204 milioni e un patrimonio netto consolidato negativo per -242,5 milioni. Questo significa – come scrive Gianni Dragoni su ‘Il Sole 24 Ore’ – che ci vorrebbero almeno 242,5 milioni per riportare il capitale effettivo a zero, molto più dei 150 milioni dell’aumento di capitale deliberato un anno fa, non ancora eseguito. Friedkin dichiara che potrebbe elevare l’aumento di capitale oltre i 150 milioni e prolungare il termine oltre il 31 dicembre 2020. Friedkin punta al ‘delisting’, a revocare la quotazione della Roma, dopo 20 anni. Gli basterebbe arrivare al 95% del capitale per esercitare il diritto di acquisto. Se non ci arrivasse nell’Opa (che termina i29 ottobre) potrebbe arrivarci con l’aumento di capitale che lancerà dopo l’Opa. Oppure – dice nel prospetto – potrebbe fare una fusione tra la Roma e una sua società non quotata.

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