Planes, l’uomo-ombra del mercato (criticato) del Barça: “I miei calciatori sanno mangiare la polvere”

Planes, l’uomo-ombra del mercato (criticato) del Barça: “I miei calciatori sanno mangiare la polvere”

In Spagna a tifosi e media non è piaciuta la recente gestione delle enormi risorse del club. Ha un legame fortissimo con Pochettino e con la Roma ha già “lavorato” per Perez, Kameni e Osvaldo

di Marco Prestisimone, @M_Prestisimone

Di nome fa Ramon, è spagnolo e potrebbe diventare il nuovo direttore sportivo. Tre indizi sufficienti per far rabbrividire i romanisti più scaramantici, ancora scottati dalla gestione Monchi. Per fortuna, loro e della Roma, il nuovo Ramon è Planes ed è l’attuale segretario tecnico del Barcellona. Al fianco di Abidal si occupa delle trattative dei blaugrana dal 2018. Una poltrona prestigiosa in uno dei club più ricchi al mondo. Se dovesse arrivare in giallorosso sarebbe chiamato a mettere da parte la discrezione che gli permette una struttura gerarchica consolidata come quella dei catalani per vestire i panni di protagonista e uomo mercato della prima Roma di Friedkin. La priorità del nuovo gruppo sarà indovinare la scelta del management, che poi è stato uno dei talloni d’Achille della gestione Pallotta. Per questo si stanno sondando profili diversi (il preferito resta Paratici mentre Sabatini e Pradè si sono auto-esclusi), anche internazionali come Planes.

 

Il mercato di Planes al Barcellona e gli incroci con la Roma

Negli ultimi due anni Planes è stato molto criticato per aver lasciato partire alcuni canterani (Carles Perez alla Roma nonostante le condizioni fisiche precarie di Dembelé, ma anche Cucurella al Getafe), per non aver azzeccato alcuni acquisti (nel 2018 ha strappato Malcom alla Roma ma non hanno fatto bene neanche Todibo, Suarez, Murillo, Boateng) ma soprattutto per aver pagato la clausola da 120 milioni per Griezmann, che con Messi e Suarez non si è mai integrato veramente.

Ma non solo. L’operazione finita nel mirino di stampa e tifosi è quella di Martin Braithwaite, che a febbraio è arrivato dal Leganes per 18 milioni di euro firmando un quadriennale. Una cifra folle per un 29enne impiegato solo 403′: praticamente 44mila euro al minuto. Fiore all’occhiello invece delle due sessioni di mercato è stato l’acquisto di de Jong dall’Ajax per 75 milioni di euro più bonus. Alla Roma darebbe un respiro internazionale dopo l’esperienza più italiana di Petrachi ma si ritroverebbe a operare con cifre ben diverse.

Carles Perez e Malcom non sono le uniche due occasioni in cui i destini di Planes e della Roma si sono “incrociati”. Nel 2011 era il direttore sportivo dell’Espanyol e trattò con la Roma il portiere Kameni. Il camerunense sembrava vicinissimo all’arrivo a Trigoria (“Questione di giorni”, le parole dello stesso Planes), poi dopo un lungo corteggiamento Sabatini scelse Stekelenburg. Una trattativa che non impedì ulteriori affari col club spagnolo: a fine agosto Planes cedette alla Roma Pablo Daniel Osvaldo per 15 milioni.

La carriera di Planes e il legame con Pochettino

 

Proprio all’Espanyol ha conosciuto Mauricio Pochettino, allenatore ex Tottenham attualmente libero e accostato anche alla Roma. E chissà che la coppia non possa ritrovarsi proprio a Trigoria, anche se la direzione sembra essere quella di una conferma di Fonseca. Se Friedkin però dovesse optare per una rivoluzione totale, un cambio anche in panchina non sarebbe da escludere. Planes (che aveva già lavorato a L’Hospitalet, al Racing Santander, al Deportivo Alaves e al Lleida) ha risolto consensualmente il contratto con l’Espanyol nel novembre 2012, in contemporanea all’esonero di Pochettino. I due si sono riuniti al Tottenham (Planes ha lavorato anche con Franco Baldini), dove entrambi sono arrivati nel 2014. Dopo un solo anno è tornato in Spagna da direttore sportivo dell’Elche per poi lavorare al Rayo Vallecano e al Getafe prima della chiamata prestigiosa del Barcellona. Sposato con l’ex ginnasta campionessa del mondo Bito Fuster, ha tre figlie e si definisce un “self-made man”. “I miei calciatori devono saper mangiare la polvere, i tifosi vogliono impegno, sacrificio e fame – raccontò in un’intervista ai tempi dell’Espanyol -. Dobbiamo essere ambiziosi ma non vendere fumo”. Un’espressione questa diventata celebre tra i romanisti con Monchi. E ancora: “Mastico calcio da quando sono nato e la pressione non mi preoccupa: vengo dai campi sterrati, quelli come me quando arrivano a grandi livelli hanno molti più mezzi. Non accuso la pressione”. Se fosse così, per la Roma sarebbe già un buon inizio.

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