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Pagnani (Il Manifesto): “Trattativa impantanata, ma gli americani non vogliono sconti”

Ai microfoni di Rete Sport è intervenuto Herbert Simone Paragnani, giornalista de Il Manifesto, estensore di un articolo apparso ieri sul quotidiano diretto da Norma Rangeri, che metteva in allarme i tifosi della Roma su un probabile ripensamento...

Redazione

Ai microfoni di Rete Sport è intervenuto Herbert Simone Paragnani, giornalista de Il Manifesto, estensore di un articolo apparso ieri sul quotidiano diretto da Norma Rangeri, che metteva in allarme i tifosi della Roma su un probabile ripensamento da parte degli americani nell'acquisto della Roma.

"Il 2 gennaio aprivo il mio pezzo sul "Manifesto" dicendo che era in corso la trattativa per il passaggio di proprietà più lunga della storia. Oggi è il 31 luglio e siamo ancora a parlarne. Mi piacerebbe parlare di calcio, di Stekelenburg di Kameni e di Viviano, ma non si può. Nel frattempo una marea di squadre in europa sono state vendute, noi siamo in un eterno pantano. Ma siamo in Italia e c'è una situazione particolare, con una società controllata da una banca collegata al potere politico-economico, è il motivo per cui siamo ancora a parlare di questa cosa. Io sono molto negativo, non per l'eventuale passaggio di proprietà, ma per la situazione generale, perchè ci sono in ballo alcuni personaggi che speravo di archiviare, come Pippo Marra. Ancora oggi è consigliere e responsabile dell'AdnKronos, ma è una persona legata al fallimento della trattativa che poteva cambiare la storia della Roma: quella di Soros. Come può uno come Baldissoni, che ha svelato la verità sulla trattativa di Soros, interfacciarsi con uno come Pippo Marra? Un pezzo vecchio che ha scritto una lettera riciclando anche la peggiore retorica antisemita parlando dell' "ebreo" George Soros. Oggi addirittura l'AdnKronos è la voce ufficiale della banca, e questo fa cadere le braccia. Io credo che gli americani non sono sprovveduti e hanno una mentalità concreta, hanno trovato una sistuazione sconcertante, come tutti quelli che hanno avuto accesso alla due diligence.Dopo la due diligence sono successe altre cose nel vuto di gestione che hanno lasciato perplessi i probabili acquirenti: la partenza a parametro zero di Philippe Mexes, il blocco della partenza di Adriano a gennaio, con conseguente rescissione unilaterale del contratto e il pagamento dei danni a Gilmar Rinaldi, i rinnovi di Perrotta e Cassetti. Gli americani vogliono comprare assolutamente la Roma, ma senza sconti. Visto che ci sono delle spese più sarebbero da ridiscutere i tassi d'interesse  sui fondi erogati al consorzio dalla banca. Mi auguro che l'affare vada a buon fine. Ma questa dicotomia in cui la Roma viene gestita, vecchia gestione (vedi Marra) e Baldini non può che rendere tutto più complicato"