Il racconto di Ian Rush, attaccante dei Reds, sulla partita maledetta del 1984

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"Si può parlare del tunnel, della canzoncina, ma la sensazione che ho avuto quando stavo per scendere in campo è stata quella che non avremmo mai perso. Anche la Roma la pensava alla stessa maniera. Si leggeva nei loro volti". Inizia così il racconto Ian Rush, ex centravanti del Liverpool ai tempi della finale di Coppa dei Campioni vinta contro la Roma, davanti gli occhi increduli dell'Olimpico. Agli episodi amari e beffardi, come le gambe-spaghetti di Bruce Grobbelaar prima del rigore sbagliato da Ciccio Graziani, si aggiunge un altro retroscena raccontato dallo stesso attaccante durante l'attesa per l'ingresso in campo. Nel particolare una canzoncina, I Don’t Know What It Is But I Love di Chris Rea, cantata dai Reds  nel tunnel prima dell'ingresso in campo: "Mentre cantavamo, ci guardavano, come per dire 'Seriamente? State entrando nel Colosseo, la tana del leone! Stavamo per salire su quel palcoscenico con una forte fiducia in noi stessi, uno spirito incredibile che ha scioccato gli italiani ”.

Roma-Liverpool 1984

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