L’attesa infinita dello stadio: così la Roma ha perso per strada 170 milioni

Doveva essere inaugurato nel 2016-17 con Totti in campo: il club giallorosso avrebbe incassato almeno 80 milioni a stagione. Ovunque in Europa gli impianti hanno moltiplicato i ricavi delle squadre

di Redazione, @forzaroma

Il 30 dicembre 2012 James Pallotta e Luca Parnasi firmano l’accordo per la costruzione del nuovo stadio. Come ricorda Marco Iaria sull’edizione online della Gazzetta dello Sport, l’allora presidente della Roma annunciò che la realizzazione sarebbe avvenuta entro la stagione 2016-17. Sapete tutti com’è andata a finire, ma quello che non tutti sanno è che il club giallorosso ha dovuto rinunciare ad almeno 170 milioni di ricavi extra per la mancata edificazione .

Il dossier della Capitale è il manifesto più riuscito di un fallimento: quello di tutto il sistema Italia di fronte alla sfida di una nuova generazione di impianti. Nel caso dello stadio della Roma si sono inanellati problemi di varia natura, che hanno portato nelle ultime settimane a discutere perfino la location: Dan Friedkin, il nuovo patron giallorosso che ha ereditato la pratica da Pallotta, non è più convinto che Tor di Valle sia la scelta giusta.

Sono diverse le strategie: il gigantismo del vecchio progetto non piace, non è considerato in linea con i tempi attuali, A questo punto, tutte le opzioni sono sul tavolo, pure quella di un Tor di Valle ridimensionato. L’unica certezza è rappresentata dai mancati ricavi a cui la Roma ha dovuto rinunciare finora. Con il nuovo stadio il club giallorosso prevedeva di più che raddoppiare gli introiti da gare, per un ammontare almeno di 80 milioni. Dal 2016-17 al 2018-19 e per un pezzo della stagione scorsa i ricavi mancati si possono stimare in circa 170 milioni. I vantaggi non sono poi solo legati agli introiti: la Roma lo sa e non ha perso le speranze di costruire un nuovo stadio, nonostante l’attesa.

 

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